Civitavecchia, -P+P: "Per Confesercenti il 40% dei commercianti non riaprirà" • Terzo Binario News

Civitavecchia, -P+P: “Per Confesercenti il 40% dei commercianti non riaprirà”

Mar 31, 2020 | Civitavecchia, Politica

“Secondo dati del centro studi di Confcommercio,con l’eventuale “riapertura” e ripartenza dell’Italia tra settembre e ottobre, ipotesi plausibile, vi sarebbe una riduzione di consumi di oltre 52 miliardi,ed un calo di Pil di circa il 3,55%.

Ovviamente i settori più colpiti sono alberghi e ristorazione (-23 miliardi di consumi nel 2020),trasporti e acquisto autoveicoli (-16 miliardi) cultura e tempo libero (-8 miliardi), abbigliamento (-6 miliardi). Una situazione tragica, che anche nella ipotesi migliore di interventi europei, non evitera’ la recessione, al massimo la potrà mitigare.

I dati riguardanti la fiducia dei consumatori e delle imprese non lasciano dubbi;se come afferma Confesercenti in una sua indagine, il 40% delle aziende del commercio pensa che non riaprirà i battenti ,si ha la sensazione di una situazione economica gravissima,dove la crisi si allunga e i danni economici crescono.
Credo che bisogna affidarsi ai competenti,visto i cretini che girano in rete; quindi le aperture vengano decise nel momento in cui l’emergenza primaria sia risolta; però è altrettanto vero, che bisogna pensare sin da ora agli interventi economici necessari ed avviare riforme rivoluzionarie, per contrastare un nemico straordinario.Sono a rischio interi settori produttivi.

Tutti parlano di misery index,ma per la vicinanza che ho con molti commercianti, vi posso assicurare che per tanti esistono problemi giornalieri, dove a fronte di totali mancati introiti, bisogna pagare mutui, tasse,personale,bollette.Molto spesso si tratta di aziende familiari, dove sono presenti più nuclei che rischiano di trovarsi a spasso.Necessita dare loro una adeguata liquidità .

La capacità di questo governo nazionale ,ma anche locale, si vedra’ se saprà conciliare l’emergenza sanitaria, con la ripresa economica, che è necessaria e non può tardare, pena il totale sconquasso di un sistema,come quello terziario, che in questa città, e non solo, era preponderante. Questa è la scommessa per la politica, non lasciare sole le imprese”.

Tullio Nunzi