La legge 194/78 è la legge della maternità consapevole e che, di fatto, ha depenalizzato l’aborto in Italia. Insieme ad altre leggi sui diritti civili è una delle leggi su cui si basa la laicità dell’ordinamento giuridico di questo Paese.
Rappresenta una pietra miliare della nostra legislazione, non solo per le donne, soprattutto per le donne, ma è patrimonio di tutta l’Italia.
Dire “la legge 194 non si tocca” non è solo uno slogan significa tutelarla da attacchi che continuano a minarne la piena attuazione.
La notizia di qualche giorno fa, secondo la quale, una parte del cimitero di Civitavecchia sarebbe stata data in concessione, per 70 anni e a titolo oneroso, ad una ONLUS confessionale per garantire la sepoltura ai feti “o prodotti abortivi che non siano stati dichiarati già morti prima dell’aborto” è un chiaro esempio di questi attacchi.
Sotto chi si nasconde dietro ad un’ “atto di civiltà”, ad un’opera misericordiosa e, forse, aggiungiamo, al risparmio di un costo, c’è molto di più.
C’è la volontà di fare propaganda sul corpo delle donne, di ridurne l’autodeterminazione.
Accogliamo la proposta della “Consulta delle Donne” della necessità di un confronto pubblico, nel quale verranno affrontati anche gli aspetti normativi e legali rispetto questa proposta, ma soprattutto un confronto per sottolineare le ragioni che hanno portato alla legge 194/78 e che sono ancora così valide.
Aderiamo alla manifestazione spontanea delle donne indetta per mercoledì 8 gennaio alle 16:00 davanti il Comune a difesa dell’autodeterminazione e per la libera scelta!
Città Futura
