Cerveteri, sabato 8 novembre presentazione del libro "Invisibili come sassi" di Davide Toffoli • Terzo Binario News

Cerveteri, sabato 8 novembre presentazione del libro “Invisibili come sassi” di Davide Toffoli

Nov 4, 2014 | Cerveteri, Cultura

DA V TOFFOLINell’ambito del programma di “Autunno in… festa… per il vino novello”, sabato 8 novembre alle ore 16.00, presso la Cantina di Cerveteri, con il saluto del Presidente Avv. Mauro De Carolis, Maria Beatrice Cantieri (Presidente dell’Associazione Scuolambiente) e Giovanna Caratelli (Autrice di “La vita comunque” Prospettiva Editrice, 2010, e di “Nessuno resti a terra” Nutrimenti Editrice, 2011), presenteranno il libro “Invisibili come sassi” (Libreria Editrice Urso, 2014) di Davide Toffoli.
Sarà presente l’autore.

“Invisibili come sassi”, un viaggio che attraversa, con lo “sguardo mai sazio”, luoghi familiari e destinazioni sconosciute, coinvolgendo antiche divinità e leggende più recenti, alberi e piante intrisi di simbolismi e consuetudine, nella “laica sacralità di un battesimo perenne” di una natura intesa come Grande Madre, nei suoi eterni contrasti di luci e di ombre, tra pietre aride e gustosi frutti.

I versi risultano “zampilli di acqua limpida”, anche laddove le atmosfere si fanno più pesanti e toccano temi come la perdita o la morte, mai percepibili come definitive; dal sapore dei ritmi eterni e dei cicli della campagna dove i terreni spogli, a primavera, si accomodano “nel fare spazio / al ritorno quieto / delle prime bulbacee”. La sezione centrale, “Tra tele e licheni”, è un suggestivo dialogo artistico tra parola e immagine, che propone letture in versi di lavori di una triade di artiste romane: la pittrice Nata Tranquilli, evocata o raccontata nei suoi giochi delicati e coloratissimi di architetture informali dalle suggestioni alla Kandinskij o nei tentativi più materici delle sue “Spiagge”; l’artista poliedrica Maria Pia Binazzi, colta nell’esotico linguaggio visivo delle sue figure etniche, bidimensionali e intriganti, tra “rettili” e “ali”; la fotografa Alessandra Lucci, incontrata nei suoi naturalissimi scatti, tra paesaggistiche distese di girasoli e dolomitici candori di neve.

“Hanno occhi troppo attenti”, torna infine ad abbracciare la trascurata poesia del quotidiano, sottolineando a più riprese che “non siamo che istanti…” e che forse il vero sogno è proprio il gesto più “consueto”, tra immagine e ricordo, tra emotività e memoria, in “un’aria di deriva leggera”, su “tracce lievi di antiche bisacce”, che ci guidano nel mito antico e modernissimo della sfida al labirinto, con gli strumenti della quotidiana essenzialità, perché “è nei modi di perderti / che realmente / ti trovi…”. Ma tra le avvolgenti immagini calde del presente (“oggi il glicine ha il sapore del mare”), “già trasuda il momento del volo”, dove l’istante si fa futuro o memoria e arriva a recuperare silenzi parlanti, bagnati di vento e di sole, mentre “le ali / restano libere / nel cielo”.