“I Tre Amici al bar fanno il punto sul consumo di suolo nel territorio di Ladispoli.
A tal proposito comunicano quanto segue in ordine al noto dibattito urbanistico relativo alla variante al Piano regolatore generale di via Latina, in Ladispoli, approvata nell’ultimo Consiglio Comunale e, peraltro, già finita sotto esame dalla Regione Lazio.
Le scelte politiche attuate, non si possono escludere verosimilmente, che sollevino situazioni apparentemente controverse, perché potrebbero verosimilmente, inquadrarsi quale operazione che pone interrogativi sul c.d. “interesse pubblico”.
Difatti, non si può escludere verosimilmente, l’assenza di un reale interesse pubblico al paradosso di acquisire terreni — strade e aree verdi — che sono, di fatto, già utilizzati da anni dai cittadini, cioè aree verdi che, tenuto conto, altresì della circostanza che il noto piano integrato è stato già rimandato indietro dalla Regione Lazio e continua a sollevare, apparentemente forti dubbi al riguardo.
Difatti, nell’anno 2019 si ricorda, che era stata avanzata la c.d. “proposta alternativa per gli stessi terreni”: cessione delle aree al Comune, realizzazione di una struttura sportiva geodetica e assenza di nuova edificazione. Quindi, ci si interroga come mai quella proposta venne abbandonata? Ora i cittadini si ritrovano con un piano integrato che però consta di 10.000 metri cubi di cemento!
Inoltre, per quanto riguarda le c.d. “aree verdi”, sempre in data 16.04.2026 e durante il Consiglio Comunale de quo, emerge una considerevole ed apparente “ANOMALIA”, ovvero che dal punto urbanistico le predette sono aree che sarebbero dovute passare al Comune di Ladispoli – acquisizione al patrimonio comunale – perché sono aree di viabilità e aree verdi che da decenni sono utilizzate come verde pubblico! Nella realtà però alla data del 16.04.2026 risulterebbero, incredibile, ancora di proprietà privata! Ci si domanda, come mai non sono state acquisite a patrimonio comunale, dopo tutto questo tempo? Quali ostacoli ci sono? Cosa risulta alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, ora Ufficio di Pubblicità Immobiliare che ha valore probatorio per la titolarità dei beni immobili, a differenza del Catasto? Per verificare la reale situazione giuridica, è necessaria una visura ipocatastale o ispezione presso la Conservatoria, reperibile anche online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Tra l’altro nel corso del Consiglio Comunale de quo, risulta, dalla relativa trascrizione a pagina 27, in sintesi, testualmente”…..Al Miami proprio non c’è più neanche quello. Quindi le aree del Miami, le aree verdi e le aree del Cerreto, sono aree ancora di proprietà privata, ma mica le abbiamo acquisite.”
In merito al Consorzio obbligatorio Cerreto di Ladispoli, si rappresenta che
a mezzo della Deliberazione del Consiglio Comunale n.4 del 31.01.2017 di Ladispoli, venne avanzata istanza alla competente Autorità Giudiziaria per l’apertura della procedura di Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA) e per la quale vennero nominati dalla citata Autorità Giudiziaria due Commissari Liquidatori, a che punto è la predetta procedura LCA? Tale procedura LCA, tenuto conto del tempo trascorso, è stata chiusa definitivamente con il relativo bilancio di liquidazione finale?
Inoltre, appare che non possa escludersi verosimilmente, che proprio il prolungarsi dell’immobilismo pubblico a far venire ad esistenza quel requisito di gravità della colpa, la quale fa nascere la responsabilità per danno erariale. In particolare, i responsabili del
settore preposto all’adozione degli atti attuativi di piano e convenzione di lottizzazione (permessi a costruire, atti d’obbligo e atti di cessione) e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei descritti obblighi pubblicistici, sono gravemente colpevoli quando risulta che
essi abbiano omesso di adottare gli atti strumentali alla cessione delle aree standard destinate a verde pubblico. Il danno consiste, in ultima analisi, nella mancata realizzazione e acquisizione al pubblico patrimonio del verde pubblico, degli impianti di illuminazione e dei marciapiedi, nonché nel valore delle particelle interessate e non cedute. Tale peculiare tipologia di
danno, definito come danno “da omessa acquisizione di aree standard”, ha natura giuridica permanente e persiste fino al momento dell’acquisizione delle aree al demanio o al patrimonio comunale. Mutuando categorie penalistiche, è possibile allora affermare che il disvalore per così dire “amministrativo e contabile”, e il pregiudizio allo Stato e alla collettività stanziata,
perdurino per tutto il tempo in cui permanga l’omissione del pubblico funzionario circa la mancata acquisizione delle aree. Solo nel momento di detto trasferimento in proprietà pubblica si avrà il ripristino della legalità agognata dalla comunità locale, che fa
cessare definitivamente il disvalore della fattispecie in esame. Ne discende, a un tempo, che il termine per l’attivazione della relativa azione di responsabilità, da parte della Procura generale o regionale della Corte dei Conti, non decorre fintantoché perduri la situazione di illegalità: la prescrizione del medesimo rimedio giuridico sarà, allora, una rara avis.
Infine, per quanto di eventuale interesse in merito a quanto emerso nell’ ambito del Consiglio Comunale de quo, sarebbe importante conoscere se qualche proprietario, in veste di persona fisica e/o persona giuridica, abbia concretamente inviato una formale diffida (Raccomandata/AR e/o PEC) e/o avviato una concreta azione legale finalizzata al recupero del possesso della sua proprietà esclusiva.
Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia”.
I Tre Amici al Bar
Raffaele Cavaliere Diego Corrao
