Continua ad imperversare la polemica sull’acqua pubblica a Cerveteri. Dopo la dichiarazione di Roberto Giardina (SEL) che richiedeva a gran voce il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico, ad intervenire sul tema è Carmelo Travaglia, Consigliere Comunale PD di Cerveteri.
“Sono uno dei consiglieri che hanno votato il passaggio all’Acea Ato 2 e non sono pentito – dichiara Travaglia – il PD non c’entra niente su quella decisione, in quanto in quel periodo rappresentavo l’UDS”.
Travaglia continua poi spiegando le ragioni che hanno spinto a votare il passaggio alla Acea Ato 2 “la gestione precedente, anch’essa non pubblica, della Sicea si è interrotta perchè con la legge Galli veniva richiesto che chi si occupava dell’erogazione provvedesse anche alla depurazione dell’acqua. La Sicea, quindi, che era una piccola azienda e gestiva solo Viterbo come grande comune, non poteva adempiere alla normativa.”
“Non si può dire – continua Travaglia – che chi non ha aderito ad Acea Ato 2 gestisce l’acqua pubblicamente, bensì hanno gestito attraverso altre società”.
Travaglia entra poi nelle polemiche alzate nei mesi scorsi in seno al funzionamento della gestione Acea Ato 2 “Si può dire che la nostra gestione dell’acqua non funziona? Se è così, quante contestazioni per mancanza del rispetto del contratto sono state fatte? Perchè quando si sottoscrive un contratto, in questo caso una convenzione tra Comune e Ato 2, e lo stesso non viene rispettato, bisogna contestare per iscritto.”
E a chi contesta la gestione Acea Ato 2 Travaglia risponde “Chi continua a lamentare la gestione in corso, ha mai valutato quanto costava in precedenza la gestione depurazione delle acque? Ha mai valutato quanto eventualmente il Comune avrebbe dovuto investire per mettere a norma i depuratori comunali ed i loro ampliamenti? Tutti costi che ricadono sulle spalle dei cittadini attraverso interventi ad hoc per sanare i bilanci, come avveniva allora. Ricordo che solo per manutenzione delle pompe spendevamo circa 800.000 euro all’anno per avere una depurazione indecente”.
“Pertanto al netto di qualche cosa che non funziona io non sono pentito di aver votato il passaggio all’Acea Ato 2 – conclude Travaglia – è troppo facile prendersi il buono e non valutare il resto”.

