Cerveteri, Centro commerciale Beca, Annozero: Moretti si sbaglia, il CC non deve decidere se farlo • Terzo Binario News

Cerveteri, Centro commerciale Beca, Annozero: Moretti si sbaglia, il CC non deve decidere se farlo

Mar 30, 2013 | Cerveteri

centro-commerciale-becaIl gruppo politico Anno Zero, che conta tre consiglieri a sostegno della maggioranza Pascucci, interviene nel dibattito sul centro commerciale alla Beca, sul quale il consiglio comunale del 2 aprile dovrà esprimersi.

In una nota inviata dal suo segretario Luigi Leone, la lista civica Annozero spiega così la sua posizione, rifacendosi all’intervento sul quotidiano La Voce di Toni Moretti, “autorevole non solo per la firma ma anche per la sua appartenenza politica – afferma – E da qui, partendo dall’analisi conclusiva che ne fa dell’argomento o degli argomenti cui pone interrogativi mi viene da chiedergli: ma i cittadini di Cerveteri non si sono già espressi sul: “si vuole o non si vuole un investimento di cinquanta milioni per il Centro Commerciale alla Beca”?”

“Ebbene – continua il comunicato – che piaccia o non piaccia, Cerveteri ha già risposto a questo quesito, quesito posto peraltro in modo chiaro e senza politichese dalla coalizione “Esserci”, della quale Anno Zero ne è parte integrante. Ha risposto scegliendo da chi farsi governare e mandando a casa quanti della gestione del territorio ne hanno fatto una questione di business dimenticando che l’effimero, l’immediato, non dà certezza del futuro. Detto ciò, vorrei entrare nel cuore dell’articolo apparso il 29 marzo su La Voce per riportare la questione del quesito posto dall’ordinanza del Consiglio di Stato del 21 dicembre su binari che, a mio modesto avviso, paiono più vicini alla volontà dei giudici.

Il Consiglio Comunale è chiamato, nella seduta del 2 aprile prossimo venturo, a valutare se il progetto presentato per la realizzazione del Centro Commerciale è conforme o non è conforme alla variante urbanistica adottata e controdedotta con la delibera consiliare n.69 del 2000. Punto. Il Consiglio Comunale non è stato chiamato dal Consiglio di Stato a dire Centro Commerciale sì o Centro Commerciale no e su questo vorrei far riflettere Moretti e quanti possano essere stati fuorviati dall’interpretazione, di parte, dalle sue affermazioni, non avendo avuto modo di leggere con attenzione tutto il dispositivo.

Si sappia, preliminarmente, che ….”solo nel 2009 è stata finalmente presentata la progettazione definitiva dell’intervento proposto” (letteralmente dal dispositivo del Consiglio di Stato), ancora, la Regione Lazio, alla richiesta di convocazione della conferenza dei servizi inviata dal Sindaco di Cerveteri con lettera n° 246888/09 del 11.02.2010 precisa che ogni elaborato progettuale presentato deve riportare gli estremi di approvazione da parte del Consiglio Comunale. La certificazione presentata da Ciogli, cui si fa riferimento nell’articolo a firma Moretti, riguarda ben altro e, par alcuni aspetti, è fuorviante.

Il Progetto all’esame della conferenza di servizi, presentato per la prima volta al protocollo del Comune il 06.08.2009, n. 31090, su specifica richiesta dell’allora Sindaco Ciogli, non è mai stato sottoposto all’esame del Consiglio Comunale ed il Consiglio di Stato, accogliendo parzialmente l’opposizione presentata dalla CCR, facendo salve “le sopravvenienze urbanistiche ostative”, chiede in modo perentorio al Comune di Cerveteri soltanto di valutare il progetto alla luce della sua fattibilità urbanistica. Chiede, in parole povere, se esso è compatibile con la variante urbanistica controdedotta nel 2000 con la delibera n.69 e, …“solo all’esito, di riattivare la conferenza di servizi” (letteralmente sempre dal dispositivo dell’ordinanza) .

Si dovrà decidere, quindi, soltanto se il nuovo progetto, che prevede un manufatto di complessivi 139.500 metri cubi e che si estende su un’area di mq.280.000, è conforme alla variante urbanistica adottata con la delibera n.69 del 2000, che, ricordiamolo a quanti ignorano o fanno finta di ignorare, in quell’area e per quelle finalità, prevede un manufatto con una volumetria massima di mc.42.260 su una superficie di mq. 84.520. Tutto questo è l’immane compito dei “poveri” Consiglieri Comunali, sottoposti, da più parti, ad un fitto fuoco di fila, frutto di una precisa strategia di terrorismo psicologico, fatto di minacce e disinformazione. Ai “quomodo” agli “an” non è chiamato a rispondere il Consiglio Comunale, mentre sulle filosofie del “si fa o non si fa” sul “lo vogliamo o non lo vogliamo” e sul “come lo vogliamo” ci sarà tempo e modo per riflettere e dare risposte chiare, certamente non di comodo o di parte, ma valutando attentamente le disposizioni vigenti e gli interessi generali.

La convocazione del consiglio comunale.

Il M5S contro il centro commerciale.