Caso Torrette, il legale di Blasi e Freddi: "Procura severa, non si è andati neanche al Tar" • Terzo Binario News

Caso Torrette, il legale di Blasi e Freddi: “Procura severa, non si è andati neanche al Tar”

Mar 4, 2021 | Cronaca, Ladispoli

Il processo si celebrerà nel 2022

La vicenda delle torrette, finita in tribunale con imputato fra gli altri il vice sindaco della giunta Grando Pierpaolo Perretta, vede coinvolte altre persone legate a vario titolo alla Ribomar, a palazzo Falcone e alla Sub System. I due soci di quest’ultima sono Enzo Freddi e Marco Blasi oltre alla stessa società, rappresentati dall’avvocato Andrea De Paola e dal collega Stefano Bonifazi.

“L’accusa che ci è stata mossa – spiega il legale – è legata all’attività di pulizia arenili. La Sub System, in subappalto dalla Ribomar, ha ottenuto la pulizia delle spiagge di Ladispoli ma per la Procura di Civitavecchia ha lavorato senza l’autorizzazione prevista per legge oltre all’iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali. Secondo il magistrato inquirente e la Capitaneria l’appalto è stato affidato a chi non poteva ottenerlo”.

Sul rinvio a giudizio: “Ci saremo stupiti se la vicenda si fosse fermata ieri. L’udienza preliminare è stata un filtro, non c’era spazio per le nostre osservazioni e serviva un approfondimento dibattimentale. Lo avremo all’udienza, anche perché il faldone è corposo e serve tempo per studiarlo ma il reato è lontano dall’essere stato consumato”.

L’avvocato De Paola torna indietro al 2018, quando avvennero i fatti: “Il Comune presentò una manifestazione d’interesse sia per la pulizia degli arenili che per la vigilanza in stile Baywatch sulle torrette, avanzando un progetto per svolgere questo tipo di attività. La Ribomar si fece avanti e palazzo Falcone disse sì. Solo che Ribomar non era in grado di coprire tutti i servizi e chiese preventivi finché non la spuntò quello proposto da Sub System”.

Poi l’osservazione: “Ed è qui che l’accusa è strana perché non c’è rapporto diretto tra Sub System e il Comune. Anzi, l’anno dopo, per evitare grane viene revocata la determina. La colpa? Forse una leggerezza nella gestione ma niente che giustifichi un processo. Anzi, l’avvocato Bonifazi ieri ha detto che ‘non si è andati al Tar per un ricorso ma siamo al procedimento penale, perché nessuno ha impugnato nulla’. Ciò dimostra che i reati constati sono eccessivi” conclude l’avvocato Andrea De Paola.

Il processo verrà celebrato nel 2022.