Non ricordo esattamente come andò il giorno che iniziai ad andare a scuola. Non lo ricordo non perché io sia tremendamente vecchia ora, ma perché ero tremendamente piccola allora.
Comunque, io non so come andarono le cose, ho in mente solo il colore dello zaino, grigio chiaro, monotasca a zip, con degli animaletti e la neve disegnati sopra. E ricordo l’odore dei colori. Eh sì, i pastelli hanno un odore, e quel profumo l’ho ancora nelle narici.
Non credo sia stato per me un trauma entrare in classe, in fondo scrivere e leggere già lo sapevo fare, ed era la cosa che più mi piaceva. Chi non potrà mai scordarsi di certo del mio primo giorno di scuola è mia madre che, dopo avermi messo il grembiulino bianco, mi avrà portata davanti all’istituto scolastico tutta in ordine, raccomandandosi di non parlare troppo e di stare a sentire la maestra.
Quello che però non dimentico è il mio ultimo giorno di scuola. Ieri. E non dico una data a caso, io parlo di ieri perché sono certa che qualcosa, nel bene o nel male, ho imparato.
Qualcuno ha detto che la migliore scuola è quella ai piedi degli anziani.
Aggiungo che la miglior scuola è quella che ognuno di noi ha il coraggio di scoprire.
In bocca al lupo ragazzi!
