Commercio a Civitavecchia, Nunzi: "Accelerare la nomina dell'assessore" • Terzo Binario News

Commercio a Civitavecchia, Nunzi: “Accelerare la nomina dell’assessore”

Giu 23, 2026 | Civitavecchia, Politica

“Forse bisognerebbe accelerare la nomina del nuovo assessore al commercio, che presumo debba essere il consigliere Cangani.

Avrei privilegiato le competenze alla appartenenza, ma se la politica ha scelto (a maggioranza, così si dice nel comunicato stampa dei 5 stelle) il consigliere Cangani, spero che al più presto si metta al lavoro.

E ne avrà tanto, perché in questi due anni problemi che attendono una risoluzione ce ne sono diversi in sospeso.

Il primo riguarda la desertificazione commerciale; il neo assessore dal negozio di famiglia può vederla incombente; vicino a lui sono presenti negozi che da anni sono chiusi e attendono di essere aperti, in una zona che un tempo era appetibile da un punto di vista commerciale.

In due anni non solo non sono state fatte proposte, ma nemmeno evidenziato il problema nonostante una situazione esplosiva..

A sua parziale giustificazione c’ è il fatto che nemmeno le associazioni di categoria hanno rilevato un trend pericoloso, non presentando alla stampa i dati su Civitavecchia elaborati in modo impeccabile da Confcommercio nazionale, con una scheda specifica su Civitavecchia, pur non essendo capoluogo di provincia.

Forse una conferenza stampa avrebbe dato sostanza ai numeri  e  una immagine più chiara riguardo   l’entità del problema.

Perché Il problema è nazionale,certo,ma in tutta Italia, sono state fatte  proposte  per tentare di contrastare una disertificazione,che mette a rischio,socialità,sicurezza  ,lavoro,perché i negozi sono presidi insostituibili di contrasto al degrado.Degrado che è ormai visibile in alcune zone della città

Attivare accordi tra Comuni, Associazioni  di categoria e proprietari immobiliari per favorire canoni di locazione calmierati, rendendo sostenibili i costi d’affitto per nuove imprese o attività in difficoltà;incentivi fiscali per favorire le riaperture,semplificazioni commerciali,patti di cittadinanza.

Queste sono alcune  proposte fatte in tantissime città italiane.

Sempre dalla sua postazione privilegiata ,il neo assessore si sarà reso conto   della situazione del mercato di piazza regina Margherita.

La prima grande opera di rigenerazione urbana,di  ristrutturazione, della giunta Piendibene ,di recupero di un luogo caro ai Civitavecchiesi,l uogo identitario,di vita sociale,luogo  di incontro, perfetto centro commerciale naturale, ex motore economico della città intera,si trova dopo 15 anni di ristrutturazione in condizioni tragiche.

Al di là delle responsabilità,che dopo anni, sono un po’ di tutte le forze politiche e sociali e forse ,in parte,degli stessi operatori,il  progetto poteva essere l’inizio di un rapporto diverso con la città,un rapporto inclusivo e di dialogo, un modello di gestione partecipata della città: un dialogo con residenti, gli stessi operatori,con una intera comunità che aspetta la rinascita di un luogo, per alcuni aspetti  ,laicamente sacro per la nostra identità.

Una assemblea pubblica,,popolare un incontro  tra cittadini ,imprese ,istituzioni,che forse avrebbe evitato i rischi a cui invece si sta andando incontro.

Perché  se dopo 15 anni dovesse fallire il progetto,( oltretutto di una amministrazione passata) si aprirebbe un futuro desolante non solo  per gli operatori del mercato,ma per lo stesso futuro economico della città.

È vero che i tempi della politica  sono diversi da quelli delle imprese però sarebbe un pessimo segnale per il commercio,che ancora oggi è il motore della nostra economia per occupazione,numero di imprese e partecipazione al Pil.

(Tra lascio il,problema dei dehors rimandato da tutte le giunte da circa 20 anni e che spero risolva il neo assessore).

Rischiamo pertanto  di essere la città che ospita il primo,porto italiano,forse tra poco  il primo porto europeo per il crocerismo,e nonostante tre milioni mezzo di persone che sbarcano e circa trecentomila che rimangono(  sei volte gli abitanti della città) ,vive una situazione incandescente  per alcuni settori del commercio .

Una città preda di degrado, carente di  visione urbanistica commerciale, priva di un regolamento commerciale adeguato,o di iniziative per il rilancio.

A tal proposito ricordo  al neo assessore,visto che siamo a giugno inoltrato, che i saldi rappresentano,per alcune tipologie commerciali  il 30% dei bilanci .

Da due anni ,da quando si è formata la giunta Piendibene,per i saldi,non è stato fatto niente, nemmeno si è ipotizzato il minimo sindacale per favorire un momento particolare per le attività commerciali,tipo,parcheggi legati agli scontrini,eventi nelle vie a maggiore affluenza commerciale,trasporto pubblico gratuito.

Lascio  immaginare a lei le possibilità per alcune tipologie del commercio per saldi  per tutto l anno per i croceristi,in un progetto specifico.

C’è bisogno di  una visione strategica e coordinata che consideri le imprese  del terziario nelle città come “bene comune”,con un disegno organico,con una visione completa che comprenda parcheggi,traffico,sicurezza,pulizia,  politiche attive e coerenti, fiscalità e incentivi responsabili

Bisogna fare diventare  Civitavecchia  un problema nazionale,una  vera assurdità economica: una città che ospita un porto   con record europei  e che  invece ha prospettive  desolanti per parte del  commercio.

Una contrapposizione incomprensibile; per la soluzione di questo problema non è più sufficiente Confcommercio locale ,forse un po’ troppo legata ad interessi locali e schemi limitati,ma puntare a livelli superiori,e  coinvolgimenti di più alto livello.

Confcommercio nazionale ,consapevole che le città sono in continua trasformazione,come a Civitavecchia .senza visione organica,( desertificazione commerciale,fenomeni di sfruttamento intensivo come l affitto breve indiscriminato)ha un progetto già avviato,in diverse città 

 Si chiama “Cities “ il progetto strategico di Confcommercio dedicato alla rigenerazione urbana e al rilancio delle economie di prossimità. L’obiettivo principale è contrastare  proprio la “desertificazione commerciale” nei centri storici e nelle periferie, trasformando i centri abitati in laboratori di innovazione, sostenibilità e coesione sociale. Ad Orvieto per fare un esempio  Comune e Confcommercio hanno firmato  un protocollo per mappare i flussi pedonali  e usarli nel centro storico  come base per decisioni di pianificazione commerciale. Civitavecchia  ed il suo porto potrebbero divenire un “case history nazionale” avviando strumenti di analisi e monitorando numeri ,dati urbanistico commerciali, creando un osservatorio permanente,monitorando la disciplina delle merceologie nel centro storico,i dati  delle crociere  ,i numeri dei croceristi per pianificare flussi e trasformazioni ; promuovendo un esempio di convivenza ,sviluppo,progettualità comune e obbiettivi comuni che mai a Civitavecchia  hanno visto  insieme Adsp e amministrazione comunale.

Ecco questo progetto potrebbe finalmente coniugare sinergia e collaborazione  ,visione strategica comune tra porto ,città e imprese del terziario.

Conosco la professionalità e le competenze di Confcommercio nazionale , si  porti Civitavecchia ed il suo porto a caso nazionale all’interno del progetto  Cities,si chieda di essere inseriti nel progetto,si organizzi un incontro,un confronto tra comune,Adsp,Confcommercio, per mettere fine alla contrapposizione stridente tra due entità che sono obbligate ad uno sviluppo comune,si coinvolgano le Ccia  per definire il giusto rapporto tra la città ,il territorio ed il suo porto.

Le competenze valgono in tutti i campi,e forse anche negli organismi professionali, spesso non vengono utilizzati.

Si tratta di una crisi strutturale e la Confcommercio a Civitavecchia deve diventare protagonista   nei confronti dei milioni di croceristi e cittadini attraverso progettualità concreta,orientando le traiettorie economiche.

Certo bisogna pure dare attenzione  e spazio alle ordinanze anti alcol,ai problemi locali .ma forse anche prevedere un futuro   ,un po’ visionario per le imprese commerciali di questo territorio ,sarebbe cosa giusta