Il nuovo piano per la Bracciano Ambiente c’è, ma non ci sono i tempi per le autorizzazioni. Addirittura mancherebbe anche la disponibilità delle aree della discarica di Cupinoro e questa indisponibilità sarebbe addirittura retroattiva al precedente piano.
Sulla Bracciano Ambiente va messo un punto, quantomeno per onestà nei confronti dei lavoratori, che ogni giorno sono appesi a decisioni il cui arco temporale non è superiore a qualche mese.
La Bracciano Ambiente è fallita almeno dal giorno in cui è uscito l’ultimo camion di immondizia. Da queste pagine avevamo dato per fallita la Bracciano Ambiente già da diverso tempo prima, perché la discarica da anni spendeva ciò che doveva invece per legge accantonare e quando sarebbero finite le entrate (l’ingresso di immondizia) il fondo che avrebbe dovuto garantire l’operatività non ci sarebbe stato.
La vicenda ha preso anche una piega giudiziaria che interessa sicuramente gli attori di questa partita, meno gli ignari lavoratori. L’esito delle vicende giudiziarie infatti nulla tolgono e nulla danno ai lavoratori, servono semmai a capire le responsabilità.
Lunedì in consiglio comunale si è discusso il nuovo piano per Cupinoro. Il precedente corrispondeva in sostanza con la costruzione dell’ecodistretto sul quale in campagna elettorale in maniera unanime tutti si sono opposti. Almeno sulla carta chiunque sarebbe stato eletto avrebbe bloccato quel piano per proporne un altro.
Interrompere quel piano sarebbe significato di fatto far fallire la Bracciano Ambiente, perché come ha sottolineato giustamente il consigliere Gentili all’ultimo consiglio comunale, la richiesta di autorizzazioni e l’attuazione di un nuovo piano ha una tempistica inconciliabile con una società in procedura fallimentare e che soprattutto accumula 120.000 euro al mese di passività.
Nel consiglio comunale di lunedì sono state dedicate oltre 3 ore per una discussione che non può portare variazioni al destino della Bracciano Ambiente. Il tema purtroppo è prettamente politico e personale e coincide in sostanza con la distribuzione delle responsabilità di questo clamoroso fallimento. E’ tutta colpa della governance precedente all’attuale? E’ tutta colpa della precedente amministrazione? E’ colpa dell’attuale amministrazione? E’ colpa dell’attuale presidente della società? Domande e considerazioni meritevoli senz’altro di essere raccontate. I cittadini hanno anche il diritto di sapere su chi ricade la colpa. Resta il fatto che la Bracciano Ambiente è da anni condannata ad arrivare ad un capolinea più o meno lontano.
