Autoesclusione AAMS contro Sistema britannico: le differenze • Terzo Binario News

Autoesclusione AAMS contro Sistema britannico: le differenze

Feb 9, 2022 | Redazionale

Molte persone hanno avuto modo di apprezzare uno dei più importanti cambiamenti introdotti all’interno del settore di gioco online.

Parliamo dell’autoesclusione, che è uno strumento fondamentale per proteggere i giocatori più sensibili, che stanno vivendo un momento di difficoltà legato ai propri comportamenti rispetto alle scommesse virtuali.

In che modo si può tutelare uno scommettitore che avverte di star perdendo man mano il controllo rispetto alle sue giocate e ai comportamenti da gioco? 

Può procedere per la strada dell’autoesclusione che viene offerta dagli operatori per tutelare i propri iscritti ed evitare che cadano vittime della ludopatia. Questo stop può avere una durata diversa o illimitata in base alle necessità del soggetto, che potrà poi decidere se e quando rimuovere autoesclusione.

Ma esistono diverse tipologie di autoesclusione, che variano in base alla giurisdizione di gioco. Abbiamo deciso di mettere a confronto quella offerta dall’AAMS con la proposta dell’UK Gambling Commission.

Autoesclusione AAMS: Pro e Contro

Lo schema italiano ha un approccio deciso e offre al giocatore la possibilità di prendersi una pausa dalle scommesse effettuando una richiesta all’operatore. Chi opera con una licenza ADM dovrà prendere a carico la domanda e mettere in atto tutte le regole previste senza compromettere i fondi dell’utente. Fondi che ha legalmente ottenuto e realizzato giocando nei mesi precedenti con le sue scommesse. 

Da quel momento l’utente iscritto al casinò non potrà più ricevere pubblicità di alcun tipo su qualsiasi piattaforma che utilizza. Quindi nessuna tentazione via social, email o di altro tipo.  Questa scelta ha il vantaggio di poter essere richiesta in modo semplice e veloce, ma anche di far scegliere in totale autonomia la durata della sospensione dal gioco al diretto interessato.

Non si potrà creare alcun nuovo account e non si possono richiedere bonus da utilizzare al gioco. C’è un piccolo svantaggio però: il giocatore non potrà revocare la sua autoesclusione prima di 6 mesi dalla richiesta. Così i giocatori cominciano a cercare dei casinò senza autoesclusione come, per esempio, Rabona Casino, per questo è importante scegliere bene la durata minima della sospensione.

Autoesclusione britannica: Pro e Contro

Da parte sua invece l’autoesclusione britannica che avviene attraverso le decisioni e regole prevista dall’UKGC prevede un servizio che elenca tutti gli operatori con licenza. Ciò significa che quando un giocatore vuole porsi un freno dovrà collegarsi al sito ufficiale per avere un taglio netto dal gioco d’azzardo. 

A questo punto il soggetto deve inviare il numero di ID, un indirizzo e-mail e tutte le sue informazioni personali. Potrà così determinare il suo periodo di stop: si va da un paio di settimane a 3 mesi, fino a un blocco permanente del suo account di gioco. Dal momento della richiesta serviranno 24 ore prima che venga elaborata e presa a carico in modo ufficiale. E in questo giorno di “libertà” l’utente potrà continuare a giocare. 

Ma appena tutto sarà confermato si perderà ogni possibilità di scommessa, ma si potrà accedere all’account creato per richiedere di ritirare le vincite. C’è uno svantaggio però: anche se un giocatore chiede l’autoesclusione continuerà a ricevere pubblicità sul gioco d’azzardo.

Conclusione

Questi due approcci non sono sicuramente impeccabili e perfetti, ma hanno entrambi degli aspetti che potrebbero essere migliorati. Va detto però che hanno dimostrato di avere buona efficacia per tutelare i giocatori in tutto il mondo, che hanno riscontrato alcuni problemi e sentono di essere in una situazione di rischio. Inoltre tutte e due le autoesclusioni sono state pensate con lo scopo di fornire un ambiente più sicuro per gli amanti del gioco d’azzardo a distanza, sia dei giochi da casinò che le scommesse sullo sport, puntando sul loro benessere.

Ovviamente ogni decisione finale spetta però agli operatori, che hanno il dovere di rispettare i propri doveri per proteggere gli iscritti. In questo modo però vige un comportamento anche soggettivo che varia (anche se in piccola parte) in base alle scelte di ogni piattaforma.