Anche tu redattore, Maurizio Sanseverino: "C'è chi sogna un'altra liberazione" • Terzo Binario News

Anche tu redattore, Maurizio Sanseverino: “C’è chi sogna un’altra liberazione”

Apr 24, 2015 | Ladispoli

ResistenzaRiceviamo e pubblichiamo un pensiero di un nostro lettore – Se c’è una parola che racchiude in se il nocciolo dei nostri tempi in Italia, questa è la parola ipocrisia. Viviamo già da alcuni decenni, progressivamente, lo scivolamento dei valori umani in mero qualunquismo.

Non è solo colpa, che pure c’è, dell’ignavia, della mancanza di curiosità ed impegno, per quanto ci circonda, del popolo italiano, ma anche della diseducazione mediatica imperante, operata più o meno consapevolmente dai vari governi che si sono succeduti. Tutto sommato gli fa comodo, come fa comodo occupare il potere ai soliti noti, la partitocrazia, la casta, i furbi, chiamateli come volete. Una occupazione capillare, tutta autoreferenziale, con l’unico scopo di ottenere i privilegi propri di una elìte di potere, potere intermedio, al servizio dei veri poteri, quelli forti, delle lobby, della finanza, delle banche, delle multinazionali, che dettano l’agenda politica a questi camerieri.

E’ da diversi anni, da quando sono venuto a vivere a Ladispoli, che ho svolto volontariato presso alcune associazioni culturali, situazioni politiche di base, comitati del territorio, movimento cinque stelle.

Qualche piccolo risultato c’è stato, sempre troppo poco, ad esempio ho visto crescere, di poco, il numero delle persone, dei miei concittadini che si mettono in gioco, che ci mettono la faccia e il proprio impegno civile per tentare di affrontare annose questioni, problemi, gli stessi di cui solitamente la gente si lamenta ma per cui non lotta, non fa nulla.

Ecco se c’è una liberazione da una occupazione, purtroppo attuale, moderna, subdola, perché non riconoscibile, sottile ed insidiosa, è quella dall’ipocrisia di chi ci amministra a tutti i livelli, persone che si presentano ben vestite e con la faccia tosta, di bronzo direbbe qualcuno, alle campagne elettorali, a promettere mari e monti, dimostrando perfino di conoscere i valori che contano, gli ideali.

Li prospettano questi ideali, li dichiarano con forza, per poi fare esattamente il contrario dopo essere stati eletti. Tanto il popolo lo sa, si dicono da soli, che li prendiamo in giro, ci sono abituati. In realtà lo hanno abituato a forza il popolo a questa sterile occupazione, le problematiche aumentano, la crisi è di fatto perpetua, le emergenze sono stabili e persistenti, per cui le leggi si adeguano, perfino la costituzione stanno adeguando alla crisi e alle emergenze perpetue.

Cercano di far passare il messaggio di essere gli unici competenti ma nei fatti dimostrano di essere peggiori di qualunque dilettante. Credere che gli stessi che ci hanno messo nei guai e che continuano ad insistere, possano risolvere i problemi che loro stessi hanno creato e creano, con la loro incompetenza e servilismo, è cosa stupida e da stupidi. Occorre un cambiamento di rotta da parte di tutta la cittadinanza del nostro martoriato paese, prendere consapevolezza, acuire la propria curiosità ed informarsi adeguatamente, occorre agire in prima persona, divenire quello per cui la natura ci ha fatti, esseri sociali, ludici e portatori di felicità.

Occorre lottare per riprendersi la propria sovranità individuale e collettiva, creando alternative, mondi e visioni parallele e, soprattutto, con il proprio esempio di vita.

Ecco, festeggiamo la festa della liberazione dandoci tutti il proposito di liberarci dal moloc dell’ipocrisia imperante. Non siamo ancora liberi, ma per liberarci davvero è necessario essere consapevoli che il problema, questa occupazione, ancora esiste e resiste. Siamo pochi a vedere ma cresceremo. Concludo con una citazione di Dante sugli ignavi, da wikipedia :

Dante definisce queste anime come quelle di peccatori “che mai non fur vivi”. Il disprezzo del poeta verso questa categoria di peccatori è massimo e completo. Tanto accanimento si spiega, dal punto di vista teologico, perché la scelta fra Bene e Male, deve obbligatoriamente essere fatta. Dal punto di vista sociale, inoltre, nel medioevo lo schieramento politico e la vita attiva all’interno del Comune erano quasi sempre considerate tappe fondamentali ed inevitabili nella vita di un cittadino. Se l’uomo è un essere sociale, chi si sottrae ai suoi doveri verso la società non è degno, secondo la riflessione dantesca, di alcuna considerazione.

Sanseverino Maurizio – Ladispoli