Addio a Riccardo Rinaldi, il padre del Palio di Allumiere - Terzo Binario News

Allumiere piange Riccardo Rinaldi. Ieri intorno alle 19.15 il decesso dell’ex primo cittadino collinare ma soprattutto del padre del Palio di Allumiere come lo conosciamo oggi. Aveva 95 anni era una colonna della comunità. Infatti, oltre a quello di sindaco, ha ricoperto il suolo di corrispondente per il Messaggero con Fabio Vazio e poi è stato presidente della Croce Rossa allumierasca. I funerali si terranno domani alle 15.30 in paese.

Riccardo Rinaldi è stato il deus ex machina del Palio di Allumiere, nel senso più stretto del termine. Proprio la corsa dei somari la sua creatura nel 1965: infatti se la inventò dal nulla, attraverso una piccola bugia per la quale nessuno lo biasimò mai. Sostenne che la carriera di piazza della Repubblica era erede diretta del Palio di Siena, portata sulle colline allumierasche dal senese Agostino Chigi, appaltatore delle cave di alunite dal 1500 al 1520. Questa è storia ma la trasmigrazione del palio dei purosangue toscani a quello dei somari laziali fu una sua invenzione a fin di bene. E il paese la cavalcò subito, dividendosi nelle attuali sei contrade di Polveriera, Sant’Antonio, Burò, La Bianca, Ghetto e Nona che la domenica dopo Ferragosto (tranne che negli ultimi due anni) concorrono a dorso di mulo per il Cencio.

Un personaggio carismatico e ben voluto, come ricorda l’attuale primo cittadino Antonio Pasquini: «La morte di Riccardo è una grande perdita per la nostra comunità e per me personalmente – afferma Pasquini – poiché fin dal giorno del mio insediamento è stato un faro. Mi disse che la bandiera con il lo stemma cittadino doveva essere esposta dal palazzo comunale e così facemmo. Mi regalò un bottone con lo stemma di Allumiere di cui esistono pochissimi esemplari. Ricordo ancora viva l’emozione del primo cencio portato in piazza, sfilando in via Roma con Rinaldi al mio fianco, e la grande felicità vissuta. Resterà sempre simbolo del Palio certo, ma bisogna ricordarsi del suo attaccamento al territorio, con il quale viveva in simbiosi. Era la memoria storia del paese e si emozionava sempre quando c’era un avvenimento pubblico». Poi i ricordi del sindaco vanno sull’attualità e l’ultima visita, di pochi giorni fa: «L’ho salutato sabato mattina, quando gli ho mostrato il libercolo dei 5 anni di amministrazione. Ho voluto portarglielo personalmente a casa ed era lucido come sempre. Non so come ma nel Palio del 21 agosto, quello della ripresa dopo due anni di stop, ricorderemo Riccardo Rinaldi».

Pubblicato giovedì, 21 Aprile 2022 @ 07:35:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA