“Gli elettori di Forza Italia convincano Berlusconi che con Marchini sta sbagliando strada. Andare con lui significa andare a sinistra”. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, candidato sindaco a Roma, ai microfoni di Sky Tg 24.
“Chiunque voglia credere che ce la possiamo fare a dare un futuro diverso a questa città, io li invito a sostenerci. Lo dico soprattutto agli elettori di FI, perché immagino ce ne siano tanti, tra quelli che hanno votato FI in questi anni, che non sono particolarmente contenti di tornare un’altra volta a fare gli ‘inciuci’ con Renzi. A loro dico – ha aggiunto Giorgia Meloni – siccome loro sono gli unici che possono convincere Berlusconi che sta sbagliando strada, di farlo anche con il voto”.
Commentando l’appello fattole da Silvio Berlusconi perché anche lei converga su Alfio Marchini, la leader di Fdi ha risposto: “Io a sinistra non andrò mai, può fare un milione di appelli, ma io favori a Renzi non ne faccio”.
Sulla scelta dell’ex cavaliere è intervenuto anche Gianfranco Fini: “Quando Berlusconi ha scelto Marchini è perché si è reso conto che Bertolaso non era competitivo e che 4 candidati sarebbero stati un favore a Giachetti e Raggi. Oggi sono 3 e probabilmente domenica saranno 2 se Storace, come credo, appoggerà Marchini – ha dichiarato l’ex leader di AN ai microfoni di Radio Cusano -. Marchini e Meloni sono candidati che hanno due modi diversi di intendere il centrodestra. Non ho apprezzato la linea politica della Meloni che mi sembra la copia romana della politica di Salvini. Meloni è stata utilizzata da Salvini. A Milano Salvini non ha battuto ciglio sul candidato che è simile a Marchini. A Roma Salvini ha scelto di giocare una partita a livello nazionale su chi avrà la leadership nel centrodestra. Il fatto che Marchini abbia accettato di apparentarsi con Forza Italia sia significativo del fatto che è impossibile governare se non c’è la maggioranza in consiglio e quindi l’appoggio dei gruppi consiliari che sono espressione dei partiti. La natura civica della sua amministrazione credo si riferisca alla composizione della sua giunta”.
Un plauso alla scelta di Berlusconi è arrivato anche da Pierferdinando Casini: “Si è pensato per Roma che ci fosse una personalità in grado di rappresentare questa città, un imprenditore serio come Marchini. I cittadini, più che disorientati, dovrebbero essere contenti di avere un’ampia gamma di personalità autorevoli da scegliere. Ho condiviso quello che ha fatto Berlusconi, è stato un gesto decoroso, poi se è casuale o se è frutto di ponderazione lo sa Berlusconi. Mi auguro che sia la seconda ipotesi”.
Casini manda anche un appello ai moderati: “O i moderati mettono le carte in tavola oppure sono destinati a fare una brutta fine. In italia sta crescendo l’antieuropeismo, ma se cade l’Europa sarà una catastrofe”.
Replica a muso duro Alessandro Onorato, big della Lista Marchini: “Ho grande rispetto nei confronti di Casini, ma credo che più parlano questi personaggi nazionali che stanno da tanto tempo al potere, più rischiano di screditare un progetto politico che è esclusivamente cittadino. Creazione di un nuovo centro? Io mi sento apolide, sono post ideologico. Alle ultime europee ho annullato la scheda perché non mi riconoscevo in nessun partito. Tutti i partiti hanno fallito, compreso il M5S. Se il 50% degli italiani non va a votare vuol dire che non si sentono rappresentati neanche dal M5S. Io per il futuro vedo la creazione di liste civiche in ogni comunità cittadina, fatte da gente che non si vuole rassegnare alla decadenza di tutti i partiti”.
L’invettiva di Onorato colpisce anche Orfini sulla questione dei manifesti della lista Marchini con la frase “liberi dai partiti”: “Chi ha detto che dovremmo attaccare le pecette sui manifesti per togliere ‘liberi dai partiti’ è Matteo Orfini, che la pecetta se la dovrebbe attaccare sul viso dopo il disastro fatto con Marino. Ogni critica fatta dal Pd di Roma per noi è una medaglia sul petto. Detto questo, confermiamo quello slogan. Noi siamo tuttora gli unici liberi dai partiti. Che Forza Italia sottoscriva il nostro programma, non vuol dire che la nostra natura cambia. Siamo e rimaniamo un movimento civico che in questi anni ha fatto opposizione e ha mandato a casa Marino. Le buone soluzioni per Roma e i romani sono benvenute. Il nostro accordo non è un accordo politico-partitico per chissà quale fine. Noi siamo contenti che un partito abbia riconosciuto il grande lavoro che abbiamo fatto. E’ lo stesso Berlusconi a dire che per Roma serve una discontinuità civica con il passato, per noi è un attestato di stima. Questa polemica è stata creata ad arte dalla Meloni, che fino all’ultimo ha cercato di ottenere l’appoggio di Berlusconi, e da Giachetti, che sa che nei sondaggi ormai viene messo dietro a Marchini. Ricordiamoci che la Meloni ha già governato, ha governato gomito a gomito con Alemanno. L’assessore ai lavori pubblici e alle periferie era Fabrizio Ghera, attuale braccio destro della Meloni. Chi vota Meloni sa che vota Borghezio e vota anche Alemanno. Anche Giachetti ha fatto parte della giunta Rutelli. Tutto questo caos è dato dal fatto che vedono il terreno scricchiolare sotto i loro piedi. Qui ormai siamo su scherzi a parte, non sanno più che inventarsi per rompere le scatole a Marchini che è l’unico che vuole vincere per governare Roma, gli altri hanno l’unico scopo di alzare le percentuali dei loro partiti”.
