Campidoglio, prorogato di due anni il contratto con Assicurazioni di Roma (Adir). E' scontro tra Marino e il Pd • Terzo Binario News

Campidoglio, prorogato di due anni il contratto con Assicurazioni di Roma (Adir). E’ scontro tra Marino e il Pd

Gen 5, 2016 | Politica, Roma

adirE’ stato prorogato di due anni, rinnovabili di ulteriori tre, il contratto tra il Campidoglio e le Assicurazioni di Roma (Adir). E scoppia subito lo scontro tra Ignazio Marino e il Pd. “E’ un atto assolutamente ingiustificabile – dichiara l’ex sindaco della Capitale – la cui responsabilita’ ricade interamente sul presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ai romani non serve possedere una compagnia assicuratrice ma strade riparate, piu’ risorse per le scuole, quartieri piu’ illuminati, nuovi autobus e nuovi vagoni della metro. La decisione presa l’ultimo giorno dell’anno dal Commissario Tronca – spiega Marino -, che per ruolo e dovere risponde al governo nazionale, interrompe il percorso virtuoso avviato dalla mia Giunta che stava portando alla cessazione del rapporto e allo scioglimento della compagnia assicurativa di proprieta’ del Comune, insieme all’alienazione o alla liquidazione delle aziende che non sono necessarie ai romani e che gravano sulle loro tasche, a favore dei privilegi acquisiti dei potentati e delle lobby. Il ricavato di queste operazioni doveva essere utilizzato per migliorare i servizi ai cittadini di Roma”. “Dalla sua liquidazione si sarebbero ottenute somme ingenti a vantaggio di tutte le reali necessita’ di Roma – aggiunge l’ex primo cittadino – A questo punto mi aspetto che venga bloccata anche la vendita della centrale del latte che porterebbe nelle casse di Roma circa 30 milioni di euro spendibili per riparare buche e marciapiedi”.

Per il chirurgo dem la scelta di prorogare il contratto con Assicurazioni di Roma non sara’ altro che “un nuovo danno economico per i cittadini di Roma, che scaturisce dalla decisione scellerata del presidente Renzi di far dimettere i consiglieri del partito Democratico, insieme a quelli della destra, per far cadere il sindaco”. “Un danno che costringera’ Roma a rimanere l’unica citta’ italiana che possiede una compagnia assicuratrice – commenta Marino – Inquieta in particolare la durata della proroga alle Assicurazioni di Roma: non c’era alcun bisogno di estendere il contratto per ben due anni, con il serio rischio che diventino cinque. Se la ragione era che si doveva garantire la copertura assicurativa dei mezzi pubblici, sarebbe bastato prorogare il contratto di pochi mesi, il tempo necessario per trovare una soluzione meno onerosa per i cittadini”. “Si e’ invece preferito lanciare un’altra volta il messaggio, deleterio, che da palazzo Chigi le caste e i privilegi siano ben protetti e considerati intoccabili – prosegue l’ex sindaco – Si alimenta cosi’ il sospetto, sempre piu’ giustificato, che nei Palazzi del potere siano al lavoro interessi che vogliono riportare tutto a com’era prima di Marino e che nulla hanno a che fare con il benessere e i diritti delle romane e dei romani”.

A rispondere all’ex sindaco ci pensano gli ex consiglieri dem Fabrizio Panecaldo e Giulia Tempesta: “Ci dispiace veramente dover entrare in polemica con l’ex sindaco Marino. Per mesi non abbiamo risposto ad attacchi ingenerosi e strumentali rivolti al gruppo capitolino del Pd. Ora pero’ la misura e’ colma. Su Assicurazioni di Roma (Adir) le responsabilita’ che l’ex sindaco attribuisce al premier Renzi e al commissario Tronca sono semplicemente risibili. L’unico atto che sanci’ la liquidazione di Adir fu quello approvato, non senza ‘mal di pancia’, dall’assemblea capitolina, alla quale nessuno riusci’ a spiegare i reali vantaggi economici dell’operazione in vigenza di valori societari fortemente in attivo. E di quell’atto fondamentale per il piano di rientro, Marino, all’epoca il renzianissimo Marino, ando’ fiero ringraziando la sua maggioranza, lo testimoniano i comunicati, per il lavoro svolto. L’atto votato rappresentava l’avvio del percorso che, da quel momento in poi, rimetteva al sindaco gli atti conseguenti, in primo luogo la nomina di un commissario liquidatore. Invece di nominare il commissario liquidatore, pero’, Ignazio Marino nomino’ un nuovo cda! Lo stesso Marino, a pochi giorni dal commissariamento, chiese a Adir di assicurarsi avverso eventuali danni materiali cagionati dal proprio operato. In qualita’ di coordinatore della maggioranza chiesi per quattro volte a sindaco e giunta un incontro per fare chiarezza su quanto accaduto. Inutilmente: l’incontro fu sempre rinviato da un sindaco che, nei fatti, smontava il piano di rientro votato dalla maggioranza. Giunti di questo passo al primo di novembre, a 60 giorni dalla data ultima per liquidare Adir fissata dal piano di rientro al 31 dicembre 2015, senza che alcun atto sindacale fosse stato approvato in linea con il deliberato assembleare, cosa avrebbe dovuto fare il commissario Tronca? Consentire una semplice proroga tecnica di sei mesi sapendo che, nella migliore delle ipotesi, il percorso di liquidazione di Adir non si sarebbe concluso oppure, nella peggiore, avrebbe alimentato il dibattito politico in piena campagna elettorale? Noi affermiamo che il prefetto Tronca ha assunto l’unica decisione di buon senso, peraltro non pregiudizievole per le decisioni future. L’ex sindaco, piuttosto che scomodare poteri forti e forze del male, prenda atto che tante decisioni assunte sono rimaste solo titoli e annunci dei giornali, e li’ sono morte. Di questa verita’ si erano accorti, gia’ da molto tempo, i cittadini; e di questa verita’ si e’ fatto carico, in modo responsabile, il gruppo capitolino del Pd. Ora guardiamo al futuro per il bene di Roma e dei romani”.

A fare chiarezza sulla vicenda arriva in serata una nota del Campidoglio: “Il provvedimento commissariale di proroga del contratto assicurativo, che risulta coerente con la normativa nazionale e comunitaria vigente, si e’ reso necessario in quanto alla data di insediamento del commissario Tronca non era stata ancora avviata la procedura di evidenza pubblica volta alla individuazione di altro aggiudicatario istituto assicuratore, ne’ sarebbe stato a quel punto possibile esperirla prima della fine dell’anno. La ragione per cui la proroga e’ stata prevista per un biennio va ricercata nell’esigenza di conseguire significativi risparmi sui premi assicurativi di Roma Capitale, risparmi che ammontano a circa 4,5 milioni di euro annui. Il periodo di proroga e’ inoltre funzionale all’individuazione di una diversa soluzione che possa garantire la migliore forma di assicurazione per il Comune”.