Uno dei due consiglieri comunali Pd indagati nel centro torrese risultava assunto da una federazione sindacale nel comune portuale
Una vera “rimborsopoli” a favore dei consiglieri comunali. Secondo quanto appreso l’ente in un solo quadrimestre avrebbe speso piu’ di 100mila euro per le sedute e per i rimborsi.
Tra le criticita’ segnalate nel documento del segretario vi era la “convocazione quotidiana dal lunedi’ al venerdi’ degli organismi, spesso ingiustificata per i temi trattati” e, sebbene ci siano saltate diverse riunioni, i “rimborsi dovevano essere fatti comunque”.
Dalle indagini della guardia di finanza coordinate dalla procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, sono emersi i due casi: due consiglieri comunali, attraverso false dichiarazioni, avrebbero indotto l’amministrazione a erogare indebitamente ai loro datori di lavoro rimborsi relativi alla loro partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari di cui facevano parte.
“Una delle informazioni false riguardava il tempo di percorrenza tra la sede di lavoro e quella del Comune”. Uno dei consiglieri, con il padre, “avrebbe simulato un lavoro, di fatto inesistente, in un’altra regione, a Civitavecchia, per conto di una federazione sindacale”.
Questo gli garantiva di poter godere di tutta la giornata libera. Il legale rappresentante della Federazione sindacale nazionale, pur riconoscendo la “Federazione sindacale di cui era dipendente il consigliere comunale, ha chiarito di non averlo mai autorizzato a prestare attivita’ in quella sede”.
Inoltre il sindacato dal quale sarebbe stato assunto “risulta costituito nello stesso giorno in cui l’indagato era diventato consigliere comunale e aveva come legale rappresentante suo padre, mentre il consigliere era l’unico dipendente”. Per i mesi di “luglio e settembre 2025 gli importi chiesti a rimborso dal datore di lavoro risultano addirittura superiori ai relativi stipendi lordi fittizi. In corrispondenza con l’inizio delle indagini il rapporto di lavoro sarebbe stato interrotto. Complessivamente il consigliere e il padre avrebbero percepito oltre 14 mila euro”. L’altro consigliere indagato avrebbe attestato “di non essere in possesso di mezzi di trasporto e che, con i mezzi pubblici aveva bisogno di 85 minuti per percorrere la tratta dalla sede di lavoro al comune e viceversa”.
Grazie alla videosorveglianza, si e’ invece scoperto che utilizzava uno scooter del padre e che quindi impiegava circa mezz’ora. Per il periodo da ottobre 2024 a novembre 2025, avrebbe “indotto a il Comune a erogare indebitamente oltre 4mila euro, pari alla differenza tra i tempi di percorrenza dichiarati e quelli effettivamente necessari per spostarsi. Per un’altra indagine, altri tre consiglieri comunali e un assessore, poi dimessosi dalla carica, del comune di Torre Annunziata sono sotto processo e figurano come imputati per aver reso al comune false dichiarazioni sulla inesistenza di cause di incompatibilita’”.
