Dal 2011 ad oggi, il movimento “Se non ora, quando?” raccoglie l’eredità de “La Lumiera” tra memoria e futuro
Ci sono date da segnare sul calendario e scintille che accendono grandi fuochi. Per Allumiere, quella scintilla scoccò il 13 febbraio 2011. In sintonia con il movimento nazionale “Se non ora, quando?”, un gruppo di meravigliose donne allumierasche scelse di trasformare quell’interrogativo in una risposta corale. Un impegno preso non solo nella Piazza delle grandi occasioni, ma anche e soprattutto nel quotidiano di una comunità che, per quanto piccola, ha sempre avuto una gran voce.
Oggi, a quindici anni da quella data, il comitato locale di Snoq Allumiere festeggia un compleanno di resilienza e diritti, coronamento di un percorso che affonda le sue rigogliose radici negli anni Settanta.
Se infatti l’atto ufficiale di nascita risale al 2011, il cammino delle attiviste segue in realtà orme molto più lontane: quelle delle lotte operaie e sociali degli anni ’70, portate avanti in quella Cooperativa “La Lumiera”, che fu laboratorio di emancipazione e dignità. Un filo rosso che non si è mai spezzato e che nel 2011 è stato anzi rafforzato per poter fronteggiare le sfide del presente.
Pari opportunità e lotta alla violenza di genere non sono stati, per queste donne, slogan da utilizzare una volta l’anno, ma una pratica quotidiana. Il comitato si è imposto come una “sentinella” del territorio, elevando Allumiere a luogo di cultura e riflessione. Questo impegno si alimenta della costante sinergia con l’associazione “Femminile, Plurale” e si scansiona attraverso ricorrenze cariche di significato: dalla “Giornata della Memoria” al 25 aprile, passando per l’8 marzo come giornata impegnata di rivendicazione politica e sociale e per il profondo valore civile del 25 novembre nella “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”. Ma l’orizzonte di Snoq Allumiere non si ferma ai confini comunali. Il loro cuore batte per le donne di Gaza, per le sorelle dell’Iran al grido di “Donna, Vita, Libertà”, e per figure simbolo di resistenza come Pakhshan Azizi, a dimostrazione che la lotta di una donna, ovunque sia, è la lotta di tutte.

Inoltre, il movimento ha saputo anche farsi cura. Attraverso gli incontri di psicologia con la dottoressa Mirella Trotti, Snoq ha offerto strumenti per leggere le fragilità e trasformarle in forza. Proprio come con “Emozioni in Rosa”, lo splendido connubio con la “Komen Italia” Italia per la prevenzione dei tumori del seno. Un’iniziativa che da anni continua a colorare il paese di speranza, unendo la prevenzione medica alla solidarietà di genere.
Nella consapevolezza che ladignità delle donne non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un percorso in continuo divenire.
