Mazzarino va giù duro sull'Olmetto di Ladispoli • Terzo Binario News

Mazzarino va giù duro sull’Olmetto di Ladispoli

Nov 23, 2023 | Ladispoli, Politica

“Ecco perché da anni a palazzo Falcone resta tutto immobile, gli conviene” spiega il Cardinale

“Abbiamo già anticipato un approfondimento su Olmetto ciò dopo la bocciatura della mozione Mollica, la quale chiedeva un innocentissimo Consiglio Comunale aperto per accelerare la soluzione degli annosi problemi del Piano di Lottizzazione Olmetto.

Preso atto di una conseguente lettera aperta di un lottista ricorrente, con altri e così si è voluto contattarlo, per sentire l’altra campana, oltre a quella, che sembra non suonare chiaro, del sindaco Grando.

Si è così appreso che la posizione dei ricorrenti non è contro il piano e per non spendere soldi, come spocchiosamente affermato dal primo cittadino in Consiglio Comunale, ma contro il modo di attuazione e gli artifici che hanno rilevato e portato in evidenza da anni e che rischiano, oltre che di aumentare i costi, di essere fonte di blocco per anni del piano stesso perché mancano molte condizioni previste dalla Regione stessa nella VAS di Olmetto.

Al di là delle allusioni sprezzanti e del consueto spessore scarso proposto dal sindaco contro questo lottista che, legittimamente, è ricorso al Tar, la faccenda è semplice nella sostanza e complessa nei dettagli.

La sostanza della lamentela è che il Comune, partendo dalla giunta Paliotta nel 2008 e in continuità con la giunta Grando, non hanno proceduto con la semplice applicazione della legge prevista ed approvata dalla Regione Lazio, bensì hanno attuato una serie di deviazioni ed artifici il cui risultato ha portato al blocco dell’iter con conseguente degrado del territorio e deprezzamento dei terreni.

In ciò hanno certamente goduto della copertura amministrativa negando la trasparenza sugli atti al punto di essere condannati dal Tar, in un primo giudizio, a consegnare gli stessi attraverso un Commissario ad Acta imponendo costi e perdite di tempo.

Gli atti chiave sono la Delibera di Giunta 224 del 19/8/2008 Giunta Paliotta, la Determina 2321 del 18/12/2015, e la Delibera di Consiglio 51 del 19/12/2019.

Così si è compreso il riferimento nella lettera aperta alla comunione di intenti e reciproca copertura fra Paliotta e Grando.

Nella Delibera di Giunta 224/2008 si afferma candidamente che, violando la procedura di legge, si è provveduto a procedere d’ufficio con semplici avvisi ed incontri pubblici e l’accettazione di una nota di lottisti non certificata invece di comunicare formalmente.

Con le DD 2321/2015 si è esternalizzato un servizio che in realtà, relativamente ad Olmetto, ha richiesto documenti già esistenti ed è stato successivamente causa di produzione di una revisione di costi mai richiesta che ha portato un aumento del 30% mai motivato e di una serie di costi altrettanto discutibili.

La Delibera di Consiglio 51/2019 è stata, secondo i ricorrenti, il coronamento della procedura artefatta, ovvero: dopo una illegittima lottizzazione d’ufficio, ed un passaggio immotivato fra i Project Financing che avrebbe comportato un aumento esponenziale dei costi, si è preso atto di tutto ciò come se fosse vero, inclusa la trasmissione di un aggiornamento di tavola mai protocollato né firmato da un Rup per imporre ai lottisti una cambiale da firmare in bianco entro 90 giorni, previsto da legge, oppure entro tre mesi palazzo Falcone può richiedere esattorialmente tutto l’intero importo dovuto per le urbanizzazioni nei dieci anni previsti in futuro per la realizzazione.

Tutto ciò avendo accettato preliminarmente di non poter neanche fare ricorsi legali. Non si credeva fosse possibile tanta protervia burocratica, ma è stato mostrato sugli atti ufficiali con tanto di evidenza in giallo.

Si potrebbe pensare allora vabbè, mettetevi d’accordo e raggiungete questo 75%: peccato che con il deprezzamento dei terreni accade che buona parte di essi sia in mani ‘controllate’ per cui l’effettiva capacità del piano di recuperare l’abusivismo con piccola espansione che era lo spirito del piano che è adiacente al Parco di Palo sia molto a rischio.

La volontà di risolvere a comando la questione della lottizzazione Olmetto è dimostrata dalla totale inesistenza da ben 6 anni dei due delegati del sindaco per Olmetto che si sono ben guardati da qualsiasi azione seria in merito.

Il coronamento di un procedimento a dir poco discutibile e con molti punti certi di illegittimità procedurale è che il sindaco, pur avendo da due anni la possibilità di inviare le lettere visto che la VAS era già stata approvata dalla Regione Lazio, ha tenuto tutto fermo in un cassetto e riproposto la il problema nella VAS generale, non certo per organicità, cosa ridicola detta da questa amministrazione, ma semplicemente perché quanto suggerito dalla Regione metteva in chiara evidenza problemi fondamentali quali lo scarico fognario, l’adduzione idrica ed il rispetto del territorio.

Tutte cose che rischiano di bloccare per anni il piano, ma lasciando i soldi in mano al comune, o a privati sotto probabile tutela, e parliamo di almeno dieci milioni di euro.

Tutto ciò mentre intorno la zona è interessata da trasformazioni urbanistiche che sono tutte da comprendere. Tutto con buona pace del Bosco, dell’ambiente e dei lottisti per cui se qualcuno è ricorso al T.A.R. le supponenze del sindaco Grando e lo pseudo moralismo dell’ex sindaco Paliotta, visti i documenti, sono decisamente fuori luogo.

Vergognosa anche la gestione della trasparenza, ma questo è un fatto che si tocca con mano spesso e fa comprendere perché il sindaco abbia rifiutato il consiglio aperto.

“Nel torbido si pesca meglio” cit. dal film ‘Operazione Sottoveste’ meglio noto come il sommergibile rosa”.

cardinal Mazzarino