Continua il dibattito sulla Costa Concordia. Il circolo Pd torna ad incalzare i rappresentanti locali del M5S.
Sembra incredibile che una deputata come Marta Grande possa essere così vaga e imprecisa quando fa riferimento all’ordine del giorno presentato dai suoi colleghi pentastellati riguardo il porto verso cui destinare la Costa Concordia per il suo smaltimento.
Potrebbe non averlo letto, cosa gravissima, oppure aver imparato l’arte del politichese tanto osteggiata. Quella del Giano Bifronte per cui non si nega e non si dice di sì, o si dicono entrambi ma in sedi diverse.
E’ vero, come è stato dichiarato, che l’ordine del giorno chiede al governo di impegnarsi a trovare la soluzione più idonea a livello nazionale ma chiede, e le due cose non possono essere scisse, che si impegni: “ad adottare ogni opportuna iniziativa volta ad affrontare e superare definitivamente la situazione di crisi che interessa l’area dei cantieri navali di Palermo, garantendo il rilancio delle prospettive occupazio-nali e produttive”.
Inoltre, come l’onorevole Grande saprebbe di certo insegnarci, le premesse in un odg sono impor-tanti e nel testo oltre alle considerazioni di natura tecnica sulla struttura del porto siciliano vi è un passaggio interessante: “il coinvolgimento del cantiere navale di Palermo nelle operazioni di rimozione della «Costa Concor-dia» avrebbe potuto sortire effetti positivi sulla situazione occupazionale dei lavoratori attualmente in cassa integrazione guadagni, per il mese di luglio è previsto un aumento dei lavoratori posti in cassa integrazione, che passeranno da centocinquanta a quattrocentosettanta”.
E i nostri lavoratori onorevole? A loro chi ci pensa? Civitavecchia non può essere presa in conside-razione solo per attaccare gli altri partiti e fare battaglie morali a senso unico.
Se il M5S non vuole la Concordia a Civitavecchia deve dire chiaro e tondo che ha scelto Palermo per altre questioni, per evitare spaccature interne o perché Grillo ha deciso e quindi bisogna ob-bedire. Se il Movimento 5 Stelle di Civitavecchia ritiene, invece, che la Concordia possa essere de-molita nel nostro porto, portando anni di lavoro per centinaia di persone, più l’indotto secondario dovuto al recupero dei materiali differenziati, allora deve fare fronte comune con tutte le forze po-litiche e con i cittadini che vivono drammaticamente la crisi.
Sull’affermazione poi che la scelta del luogo dove smaltire la Concordia non deve essere una scelta politica vorremmo ricordare che “politica” non è sinonimo di “campagna elettorale” né tantome-no di “scambio elettorale” e se pensa che la politica non debba occuparsi di una questione che po-trebbe fare il bene della collettività, bè, cosa ci fa in parlamento?
Claudia Feuli, dirigente Pd
Stefano Giannini, membro Pd


