Incidente spettacolare nel pomeriggio in pieno centro a Civitavecchia. Una Panda infatti è finita dentro il portone di via Carlo Calisse 37. Va detto subito che in ospedale ci sono finite le due conducenti ma – sembra – entrambe con ferite lievi. Più che altro la dinamica del sinistro lascia abbastanza stupefatti.

Lo scontro è avvenuto intorno alle 17.30 nei pressi dell’incrocio con via Santa Fermina ed ha visto coinvolta, oltre all’utilitaria, anche una Polo, guidata da un’altra donna che aveva con sé a bordo anche una bimba. Con la dinamica al vaglio della Polizia Locale, per evitare l’impatto o forse in seguito a questo, la conducente della Panda è finita contro l’uscio del civico 37.
Scardinato il portone di legno, il traffico in zona è rimasto paralizzato. Naturalmente l’incidente ha creato trambusto in zona, tanto che sono arrivati i soccorsi della Heart Life oltre alla stessa Municipale per i rilievi. Alla fine è servito l’intervento dei sanitari per l’anziana che guidava la Panda, più che altro pare per precauzione, mentre la guidatrice della Polo ha accusato un dolore alla spalla ed entrambe sono state accompagnate al San Paolo. In strada successivamente sono scesi anche dei curiosi per capire cosa fosse successo.
Tra l’altro le strade dove è avvenuto l’incidente sono entrambe a senso unico – via Calisse verso nord, via santa Fermina verso monte – pertanto viene da chiedersi come sia stato possibile che le due vetture siano venute a contatto. In realtà, è molto meno casuale di quanto sembri.
Infatti in quell’intersezione la visibilità, specie per chi viaggia lungo via santa Fermina, è molto scarsa a causa della presenza di auto parcheggiate e la tendenza dalla parte opposta è quella di tenere un’andatura sostenuta. La conseguenza è che il rischi di impatti è sempre molto alto. Tant’è vero che la Municipale stessa spesso si reca lì, o comunque lungo gli altri incroci di via Calisse per rilevare gli incidenti che si generano. In particolare, quello fra via Calisse e via Santa Fermina, qualcuno lo definisce, probabilmente anche esagerando – “l’incrocio della morte”.
