Museo del Maschio chiuso, Palmieri: "Sciatteria del comune di Civitavecchia" • Terzo Binario News

Museo del Maschio chiuso, Palmieri: “Sciatteria del comune di Civitavecchia”

Nov 26, 2020 | Archeologia, Civitavecchia, Politica, Porto

«Vorremmo capire che fine farà il Museo del Maschio del Forte Michelangelo. E deve dircelo il Comune di Civitavecchia». Più che una richiesta sembra quasi un ultimatum quello del responsabile dello spazio museale Mario Palmieri perché l’accesso al momento è negato, dentro ci sono le ricostruzioni delle navi romane e soprattutto bisogna iniziare a lavorare al post-Covid, quando cioè si tornerà a muoversi liberamente. Il che significa pensare a come rendere fruibile e vivace lo spazio. Sempre che il Pincio sblocchi la situazione.

«Su questo progetto – riprende Palmieri – si poteva attingere a centinaia di migliaia di euro di fondi ma senza poter entrare si è dovuto rinunciare ai bandi se il Comune oltre a farci entrare con istituzioni dedicate alla cultura avesse costruito e fatto la convenzione con noi. Fondi che sarebbero serviti per ristrutturazioni e messe a norma che rappresentano una problematica seria. Ho provato a chiamare il sindaco Ernesto Tedesco per spiegargli l’emergenza, dopo che nell’agosto 2019 aveva manifestato interesse sull’iniziativa».

Il progetto era stato avviato dalla vecchia giunta con il benestare dell’ex Direttore Marittimo del Lazio contrammiraglio Vincenzo Leone: «Questi era molto dispiaciuto per lo spazio vuoto e con documento di consegna lo cedette al Pincio per motivi espositivi pur restando la giurisdizione alla Capitaneria di Porto. Era dispiaciuto nel vederlo in quello stato di abbandono.

Quando arrivammo l’ingresso pieno di guano e in stato di abbandono. Poi con il dottor Flavio Enei del museo di Santa Severa nacque l’idea di un museo sperimentale del Castello, sfruttando due concetti: la convenzione di ricerca e formazione che abbiamo con la cattedra di archeologia subacquea dell’università Roma Tre e l’agilità nell’utilizzo di materiale scientificamente ricostruito che non segue i protocolli Mibac come i reperti e quindi poter impostare scambi culturali e ricostruzioni veloci e libere con musei europei.

Tra l’altro qualcosa di simile esiste solo a Napoli, a Roma no ma l’amministrazione capitolina non recepisce le potenzialità di un progetto simile».

Dunque trovare, immaginare, riconoscere e ricostruire le imbarcazioni con cui romani hanno costruito il loro impero millenario: questo è l’obiettivo avendo lo spazio ideale nella fortezza civitavecchiese e sfruttando una posizione unica ossia un porto dove passano – e si spera tornino a passar milioni di turisti ogni anno. «Il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo ci ha regalato tanto materiale e attrezzature importanti. Sembrava si potessero porre le basi per un progetto valido poi non so cosa sia successo. Eravamo pronti prima della pandemia poi sono sorti i guai.

C’era un intervento urgente da 30mila euro di messa a norma dell’impianto elettrico, tant’è vero che proposi a Tedesco e all’assessore Manuel Magliani una convenzione, sistema utilizzato dappertutto per le strutture culturali. Addirittura UniRoma3 vorrebbe creare un laboratorio subacqueo e studiarci, visto che su questi fondali sono presenti 12 relitti che coprono un arco temporale dal quarto secolo a.C al quinto d.C.. Trovo che il Comune abbia lasciato il Museo del Maschio in una situazione di sciatteria, senza considerare l’indotto che potrebbe ingenerare la sola presenza delle scolaresche provenienti dalla Capitale. Sarebbe qualcosa di unico in Italia» la conclusione di Mario Palmieri.