Coronavirus, in 32 sotto osservazione • Terzo Binario News

Coronavirus, in 32 sotto osservazione

Gen 31, 2020 | Benessere e Salute, Roma

Oltre ai due turisti cinesi risultati positivi al Coronavirus, abbiamo 12 persone con sintomi riconducibili all’epidemia e 20 in osservazione. Lo ha riferito il professor Emanuele Nicastri, infettivologo della struttura, nel corso di una conferenza stampa in programma venerdì 31 gennaio. Nove le persone che erano state poste in isolamento e poi dimesse. Individuati anche 3 possibili contatti con i due turisti cinesi: sono stati posti in osservazione domiciliare.

Le condizioni della coppia di cinesi, per la cronaca, sono state definite “discrete”. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma, ha aggiunto che bisogna evitare allarmismi e che “la dimensione dell’epidemia non è valutata su scala nazionale”. Inoltre: “Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi”.

Sempre oggi il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia da nuovo coronavirus. La decisione è stata assunta subito dopo che l’OMS ha dichiarato l’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.

“Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’OMS abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars.” Queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine della seduta del Consiglio dei Ministri.

“Sul Nuovo coronavirus – ha sottolineato Speranza – vogliamo dare un messaggio di assoluta serenità. Il Servizio Sanitario Nazionale è molto forte, abbiamo scelto fin dall’inizio di avere un livello di attenzione che è il più alto in Europa. In questo momento siamo l’unico paese che ha interrotto i collegamenti con la Cina, l’OMS ha riconosciuto pubblicamente che siamo quelli con il più alto livello di vigilanza e di salvaguardia delle persone”.

In Italia nel pomeriggio del 30 gennaio sono stati confermati i primi due casi di contagio. Si tratta di due turisti cinesi, attualmente ricoverati presso il Centro di riferimento Lazzaro Spallanzani di Roma in regime di isolamento.  Negli altri Paesi europei al 30 gennaio i casi confermati sono: cinque in Francia, uno in Finlandia e quattro in Germania.   In totale nel mondo al 30 gennaio sono stati confermati 7818 casi, di cui 7.736 in Cina (Report n.10 OMS).

L’Italia sin dalle prime fasi dell’epidemia, ispirandosi al principio di precauzione, ha implementato già prima della sospensione dei voli da parte della Cina controlli aeroportuali per i cittadini provenienti dalla zona sede del focolaio epidemico e attuato accurate misure di controllo: misurazione della temperatura corporea, identificazione ed isolamento dei malati, procedure per il rintraccio e la quarantena dei contatti stretti che, unitamente ad un efficiente sistema di sorveglianza epidemiologico e microbiologico, possano garantire il rapido contenimento di eventuali casi.

È stata istituita dal 22 gennaio una Task force che si riunisce quotidianamente per coordinare, in raccordo continuo con le istituzioni internazionali competenti, tutte le azioni di controllo da assumere al fine di limitare la diffusione del virus e verificarne la rispondenza alle raccomandazioni dell’OMS. Inoltre è stato attivato 24 ore su 24 il numero di pubblica utilità 1500 dove operatori sanitari appositamente formati e mediatori culturali forniscono risposte alle domande dei cittadini e sono state diffuse locandine informative con consigli di prevenzione negli aeroporti. Dopo i casi confermati in Italia il 30 gennaio, il Governo italiano ha ritenuto opportuno interrompere i collegamenti con la Cina.