Un’altra storia giudiziaria porta alle cronache il Comune Bracciano sul tema urbanistica. Dopo il lungo contenzioso con il Dott. Arturo Cimaglia, un’altra cittadina in questi ultimi anni ha combattuto una battaglia legale con il Comune per la costruzione di un piccolo bagno nella sua abitazione.
La storia risale al 2011 quando il comune ordina la demolizione di un piccolo locale ad uso bagno non consentito dagli uffici, nonostante fosse stata consegnata opportuna richiesta nel 2010. Per la titolare dell’abitazione ed i suoi consulenti c’erano tutti i requisiti affinché tale opera venisse autorizzata dal comune.
La questione si trascina al TAR il quale, nel 2013, sentenzia dando torto al comune di Bracciano e dichiara che l’opera rientrava tra quelle consentite in quanto inferiore al 10% della superficie dell’immobile, oltre a trattarsi di un adeguamento igienico sanitario.
Ma la storia non si chiude qui. Infatti nonostante l’intimazione della sentenza del TAR il comune ha continuato a non concedere il diritto acquisito dalla cittadina, che è dovuta di nuovo ricorrere per le vie legali.
Pochi giorni fa la nuova sentenza che condanna di nuovo il Comune di Bracciano e da ragione alla signora. Per concedere gli atti è stato addirittura imposto “un commissario ad acta” come si legge nella sentenza “per l’adozione di tutti gli atti necessari in sostituzione dell’Amministrazione inadempiente, fino al rilascio del titolo abilitativo” .
Ma per il comune la questione è tutt’altro che chiusa. Infatti oltre al costo delle spese legali per 4 anni di cause questo dovrà risarcire 1.500 € alla signora per i costi sostenuti. Una spesa che forse i cittadini della città avrebbero voluto evitarsi.
Non è il primo caso del genere che si registra nel Comune di Bracciano, cosa che sta facendo infastidire molti cittadini, sempre più sensibili ad episodi come questi.
