Urbanistica e complesso d’inferiorità verso Cerveteri rendono Grando nervoso • Terzo Binario News

Urbanistica e complesso d’inferiorità verso Cerveteri rendono Grando nervoso

Mar 7, 2024 | Ladispoli, Politica

Oggi un consiglio comunale delicatissimo sul futuro urbanistico di Ladispoli in cui discute di Vas e piani particolareggiati al km 37 e 38.

Ma non è tanto l’assise ad agitare le acque della maggioranza quanto il pressing dell’opposizione in Commissione, che si è svolta in un clima tesissimo visto che il primo cittadino da sette anni consecutivi è anche assessore all’Urbanistica. Situazione non esattamente consueta. Presenti la segretaria generale e il presidente del Consiglio Carmelo Augello, l’atmosfera – si racconta – è stata elettrica: non sono mancate urla e frustrazione.

Forse è per questo che nel post sui social pubblicato ieri da Alessandro Grando sono state scritte una serie di imprecisioni che denotano nervosismo sulla questione e un complesso di inferiorità – o forse derby perenne, tanto per usare un termine calcistico – nei confronti di Cerveteri.

Bastano le prime righe a evidenziare gli errori: “I partiti del centrosinistra di Ladispoli si sono dichiarati contrari alla pianificazione urbanistica avviata dall’Amministrazione comunale, in particolare alla realizzazione di un insediamento commerciale sulla Via Aurelia, che porterà nelle casse comunali un contributo dai privati di 2 milioni di euro e centinaia di posti di lavoro”.

Nell’opposizione ci sono partiti di centrosinistra ovvero il Pd con Paliotta e Silvia Marongiu ma pure anime nient’affatto di sinistra come Amelia Mollica Graziano (ex assessore del Grando 1) e Ferdinando Cervo (consigliere di maggioranza uscito pochi mesi fa ed entrambi esponenti della destra ladispolana) oltre a Eugenio Trani con un passato dem ma ora con Italia Viva. E sul comunicato c’erano le firme di tutti i consiglieri, non solo quelli del Pd.

L’”insediamento commerciale” è una colata di cemento in mezzo alla campagna che porterà nelle casse 2 milioni – da dimostrare – e centinaia di posti di lavoro”.

Ammettiamo per un attimo che arrivino effettivamente 2 milioni. Ma perché farli riversare su di un ecomostro di cui non si sente bisogno e invece non prevederli sullo sviluppo della vocazione vera di Ladispoli ovvero il turismo di prossimità e l’agricoltura? Impossibile che il sindaco non si accorga del primo come non può essere distratto dalla seconda. La sua una scelta precisa, in contrasto con quanto sostenuto dai proclami a reti unificate al momento del suo insediamento.

Pure sulle centinaia di posti lavoro sorgono dubbi. Infatti viale Italia è un centro commerciale naturale che attira clientela dai dintorni per la presenza di negozi qualitativamente validi. Con un centro commerciale a pochi passi è evidente come il centro di Ladispoli subirà un contraccolpo incolmabile così come il lavoro diretto e indotto che, nella migliore delle ipotesi, verrà travasato nella nuova struttura.

Poi ecco il confronto con Cerveteri. “L’approvazione del nuovo polo commerciale/artigianale che, sempre secondo i Dem, avrebbe portato nuovi posti di lavoro e sarebbe stata un’occasione di rilancio per la città cerite” ha scritto Grando. Come se Cerveteri fosse identica a Ladispoli, nel suo tessuto urbano, strutturale e sociale. Il comune etrusco un centro commerciale vero e proprio non ce l’ha come non ha la stessa superficie e la penetrazione commerciale di Ladispoli. Un complesso grande fra Civitavecchia e Fiumicino non esiste, pertanto non se ne sente il gran bisogno di piazzarne un altro, per quanto più piccolo, nelle sue vicinanze che giocoforza andranno in concorrenza fra loro.

Grando, nell’attaccare Paliotta – e politicamente ci sta, anche se in sette anni di governo cittadino il passato amministratore pesa sempre meno – evita saggiamente di citare Marco Pierini, che sì era il braccio destro dell’ex sindaco dem, ma che ora è assessore all’ambente della sua giunta e certe dinamiche le conosce abbastanza bene.

Tralasciamo le schermaglie sui documenti in p7m che rientrano nei giochetti fra maggioranza e minoranza ma andando alla conclusione, più che “bipolarismo urbanistico” dell’opposizione, è più evidente la “sindrome da derby” di cui soffre Grando.

a.v.