di Stefania Vignaroli
Il centro per l’impiego, quello che un tempo era conosciuto come “l’ufficio di collocamento”, oggi difficilmente riesce a trovare una collocazione ai disoccupati. Non per negligenza da parte degli uffici competenti, ma a causa di un’offerta inversamente proporzionale alla domanda. Basta dare un rapido sguardo al sito della Provincia di Roma per rendersi conto della situazione in cui versa il nostro litorale: le offerte di lavoro sono pochissime e Ladispoli e Cerveteri non compaiono tra la lista dei comuni con posizioni aperte.
Il centro per l’impiego del comprensorio invece è affollato. Tra le persone che sono in fila agli sportelli si trovano soprattutto persone di mezza età, licenziate, in mobilità, in cassa integrazione. Tutte pazientemente in attesa del proprio turno per avere informazioni su come sbrigare le pratiche burocratiche tipiche di quando si perde un posto di lavoro. È questo il nuovo volto del nostro centro per l’impiego. Brizzolati in attesa della certificazione di disoccupazione da portare in banca. Più di tre quarti di loro hanno un mutuo da pagare.
Al centro per l’impiego di Cerveteri si iscrivono circa 600 persone al mese. Il boom delle iscrizioni si è registrato nella settimana che ha anticipato il natale; il giorno in cui si è raggiunto il picco è stato il 21 dicembre 2012. La maggior parte dei lavoratori ha visto scadere il proprio contratto il 21 dicembre e non il 31, in questo modo le aziende non hanno pagato loro ferie e festivi. Il dato più sconcertante è però un altro: le iscrizioni di gennaio 2013 sono più del doppio rispetto a gennaio 2012. L’altissimo tasso di licenziamenti fa impennare la lista dei disoccupati; tra i nuovi iscritti soprattutto persone di mezza età.
Dati locali che rispecchiano pienamente il trend nazionale: nel dicembre 2012, secondo l’Istat, la disoccupazione giovanile ha toccato il 37,1 per cento. Non c’è traccia di livelli superiori dal 1992. Per quanto riguarda invece i posti di lavoro, se ne contano 740 mila in meno rispetto a cinque anni fa.
Le offerte di contratti a tempo indeterminato sono inesistenti nel sito della Provincia di Roma. Girando tra le pagine e tra i link si trovano solo offerte di lavoro a tempo determinato, per un periodo non superiore a 90 giorni. Questo tipo di collaborazioni sono, inoltre, difficilmente rinnovabili. Le aziende non hanno difficoltà nel reclutare “nuove leve” allo scadere dei contratti e così si dà vita al circolo vizioso del precariato.
Le uniche professioni ricercate in numero più consistente sono quelle che non prevedono uno stipendio garantito ma che si basano sulle provvigioni. Le altre offerte sono molto scarse. A volte per settimane non ci sono aggiornamenti di nuovi posti disponibili e il nostro bacino di utenza conta circa 90mila persone ( il centro per l’impiego è competente per domicilio e non per residenza).
I ragazzi tr
a i 18 e i 28 anni spesso si imbattono in offerte che richiedono giovani laureati con esperienza, con rimborsi spese irrisori, i più fortunati arrivano a 400 euro mensili. La professionalità a costo zero sta diventando lo specchio e l’ossimoro di questo Paese. I laureati italiani si trovano paradossalmente svantaggiati dal loro titolo ed è in crescita il fenomeno dei “cervelli in fuga”. Dal 2001 al 2010 l’incidenza dei cittadini laureati sul totale degli espatri è raddoppiata, si è passati dall’8,3 per cento al 15,9 per cento. Dato che continua ad aumentare.
Fino a qualche tempo fa la domanda nel nostro comprensorio proveniva dalla ristorazione, ma anche questo settore è ormai allo stallo. Gli unici sporadici tirocini richiesti sono nei supermercati, ma quasi nessuno dei ragazzi scelti per lo stage viene successivamente confermato.
La mancanza di offerta di occupazione a Ladispoli e a Cerveteri, infine, contribuisce a rafforzare la dipendenza lavorativa del nostro territorio dalla Capitale.

