“RSA/Caserma dei Carabinieri, altro capitolo, nel silenzio assordante dell’amministrazione Grando.
C’é ancora qualcosa che non ci torna riguardo l’operazione RSA/Caserma dei Carabinieri, sopratutto perché ci sembra che l’amministrazione di Ladispoli si diverta a giocare con le parole, ad esempio, con gli annunci roboanti della campagna elettorale riguardo il destino dell’ASP finance, Advisor di cui il Comune, dicevano, non si sarebbe più servito e che compare, invece, in molte operazioni portate avanti dall’amministrazione Grando, non sempre con risultati certi.
Leggendo la documentazione disponibile sul project RSA/Caserma – dalla realizzazione alla relativa compensazione di volumetria – oltre quanto già detto, salta fuori che il Comune ha “ingaggiato” una società esterna di consulenza in “programmi urbanistici complessi”, per un compenso di circa 200.000 euro.
Oltre a chiederci se questa spesa sia stata già liquidata, visti i problemi piuttosto importanti emersi sulla compensazione del project di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, quel che ci è saltato all’occhio è il nome della società ingaggiata: la tanto combattuta ASP Finance.
A quanto pare, però, combattuta dal sindaco Grando soltanto durante la campagna elettorale, e poi confermata in diverse operazioni, tra cui, ci risulta, quella sul secondo capannone dell’ex Consorzio Agrario (Auditorium\Centro Arte e Cultura), per esempio.
Possibile che, a fronte di un compenso così importante, non ci si sia accorti che il project RSA/Caserma dei Carabinieri conteneva, nella parte compensativa, terreni sui quali sono presenti vincoli paesaggistici da rispettare?
Ma, soprattutto, è possibile che questo esborso di denaro pubblico (su quest’aspetto il sindaco non ci venga a dire che le spese di consulenza sono a carico del privato) non sia sufficiente a garantire la bontà dell’intero iter di un’opera di pubblico interesse e fa piombare l’amministrazione Grando nell’ennesimo buco nero dal quale cerca di uscire spacciando solo notizie false?
Chiudiamo con un simpatico scioglilingua del retore e poeta Giovenale: “Quis custodiet ipsos custodes?”. Dunque, se ad oggi non sappiamo “chi custodirà i custodi” la prossima volta ci si dovrà avvalere del controllore dei controllori? E controllore e controllato chi li controllerà?
Eugenio Trani
