Sarà anche oggi una giornata frenetica per l’amministrazione comunale e per gli uffici dell’igiene urbana. Da qualche giorno si lavora alacremente per scongiurare nel 2017 un aumento della Tari, la tassa per il servizio rifiuti ed igiene urbana.
Dopo il mancato blitz di martedì scorso sarà prima la commissione e poi il consiglio a dare un parere formale e politico sul provvedimento che ha scatena a Ladispoli preoccupazione e sconcerto tra i cittadini.
Aumenta la raccolta differenziata, ma nelle tasche dei cittadini non torna nulla. Dal 2014 la Tari è passata da poco più di 6 milioni di euro ad oltre 8 milioni. Un aumento per il quale il sindaco Crescenzo Paliotta si era preso l’impegno di rientrare nel corso degli anni. Paliotta spiegò ai cittadini che una buona differenziata avrebbe permesso di riportare il tributo al valore iniziale se non inferiore. Una promessa che però non sarà possibile mantenere. Dopo un primo anno in cui non c’è stata variazione, solo nel 2016 si è ottenuta una riduzione del 5%. Questo doveva essere l’anno in cui si sarebbero dovuti capitalizzare gli sforzi dei cittadini, ma a sorpresa e contro ogni previsione nonostante un aumento del 14% della raccolta differenziata, le tariffe per il 2017 rimarranno invariate.
Ma c’è chi contesta anche il documento predisposto dall’amministrazione. Vi sarebbero infatti una serie di spese azzerate senza giustificazione ed altre che sono state stralciate perché spostate in avanti nel 2018. Un’operazione sulla quale l’opposizione punta il dito e che ritiene un orpello elettorale per evitare a pochi mesi dal voto di dover presentare il reale conto della Tari 2017 che sarebbe stato addirittura superiore al 2016.
Oggi si terrà nel pomeriggio la commissione igiene urbana che vaglierà la documentazione. Nella giornata di martedì la stessa commissione si era riunita individuando nei conti predisposti dagli uffici degli errori matematici sulle somme.
Una situazione difficile da gestire per la quale si è cercato tutto ieri di porre rimedio.
Pronti a dare battaglia il consigliere comunale di Cuori Ladipolani Alessandro Grando, che martedì aveva fatto pressing per fermare il blitz messo in atto dall’amministrazione comunale. Grando si era detto di ricorrere anche al Prefetto qualosa non fosse stato rispettato lo statuto comunale che avrebbe impedito di inserire all’ordine del giorno dei punti la cui documentazione era state presentata ai consiglieri solo 24 ore prima.
Sul rendiconto andrà evidenziato anche il perché l’amministrazione continua ad integrare servizi aggiuntivi alla ditta appaltante, che al contempo si è già dimostrata disponibile a concedere all’amministrazione dei favori in termini di rinvii di pagamenti. Il primo anno fu infatti concesso il rinvio del pagamento di 300.000 euro, mentre il bonus che spetta alla ditta per il 2017 verrà rinviato in avanti per il 2018. Un altra concessione per ulteriori 130.000 euro. L’appalto nel suo complesso nel frattempo è cresciuto di oltre 3 milioni.
Ieri il sindaco Paliotta era tornato come un fiume in piena sull’argomento imbattendosi in una serie di affermazioni che non troverebbero riscontro nei dati e che rischiano di creare qualche incidente diplomatico con i comuni limitrofi. Il sindaco ha infatti affermato che il comune di Ladispoli è il comune della provincia di Roma con il più alto valore di differenziata sia per quantità che per qualità. Dato facilmente confutabile. Sono diversi infatti i comuni che superano nella città Metropolitana il 71% di raccolta differenziata. Ma l’affermazione che più fa discutere è quella relativa all’aspetto legale. Dalle parole del sindaco Paliotta solo Ladispoli rispetterebbe le leggi europee in tema di rifiuti, fatto che metterebbe tra i fuorilegge tutti gli altri. Altro dato che non troverebbe riscontro riguarda la quota procapite di TARI che ciascun cittadino paga. Secondo Paliotta la TARI pro capite a Ladispoli è più bassa che negli altri comuni del territorio. Ma se a Ladispoli è a 8 milioni di euro per 40.000 abitanti, a Cerveteri 6,5 per lo stesso numero di abitanti ed il doppio del territorio. A Fiumicino sfiora il 14 milioni con una popolazione vicina agli 80.000 abitanti ed un territorio vastissimo comprensivo di un’aeroporto. A Bracciano 3,5 milioni per 20.000 abitanti.
