Campidoglio, arriva la rivoluzione delle partecipate: adesso sono 21, saranno al massimo 12. A rischio Roma Multiservizi • Terzo Binario News

Campidoglio, arriva la rivoluzione delle partecipate: adesso sono 21, saranno al massimo 12. A rischio Roma Multiservizi

Mar 30, 2017 | Politica, Roma

Dovrebbe essere presentato la settimana prossima, tra il 4 e il 5 di aprile, il piano di razionalizzazione delle societa’ partecipate del Campidoglio. Il dossier, a cui da due mesi lavora l’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, verra’ presentato con una seduta ad hoc della commissione Bilancio, che originariamente doveva svolgersi gia’ questa settimana. Attualmente le partecipate del
Campidoglio sono 21, di cui 11 detenute al 100%, tra queste sei sono gia’ state poste in liquidazione. Poi ci sono due aziende speciali, due istituzioni e cinque fondazioni. Il documento a cui sta lavorando Colomban punterebbe a ridurre le partecipate ad un massimo di 10/12, tra accorpamenti e dismissioni.
A quanto trapela, il nuovo assetto del gruppo Roma Capitale dovrebbe prevedere la conferma di Atac, Ama, Ze’tema, Aequaroma e Risorse per Roma, tutte detenute al 100%, che si occupano
rispettivamente di trasporto, rifiuti, recupero crediti, condoni ed eventi culturali. Restera’ invariata anche la proprieta’ del 51% delle azioni di Acea, ricca multiutility di acqua ed energia. Saranno confermate anche l’Azienda speciale Farmacap, quella che gestisce il Palaexpo e le Assicurazioni di
Roma. Sono in corso inoltre valutazioni sulla conferma o meno di altre aziende.

Per Roma servizi per la Mobilita’ potrebbe arrivare l’accorpamento in Atac. Il 10% di Eur Spa – l’altro 90% e’ detenuto dal Mef – potrebbe invece finire sul mercato, come gia’ ipotizzato piu’ volte dal Campidoglio negli ultimi anni. Stessa sorte potrebbe toccare ad Investimenti Spa, una delle societa’ che compongono l’azionariato della Fiera di Roma, cosi’ come alle quote della Centrale del Latte e del
Centro Agroalimentare.
Le situazione piu’ critica, da cui potrebbero scaturire degli esuberi, riguarda invece Roma Multiservizi, societa’ partecipata al 51% da Ama. Ora la legge prevede che il Campidoglio, in assenza di una sua controllata di primo livello nel settore pulizia e decoro, metta a bando l’appalto global service. E’ sfumata infatti la possibilita’, inizialmente vagheggiata dalla giunta a 5 Stelle, di rendere l’azienda una societa’ di primo livello per potergli affidare direttamente i servizi e salvaguardare l’occupazione.

Ieri al congresso della Cisl Roma l’assessore alle Partecipate Colomban ha sottolineato: “In merito alla Roma Multiservizi stiamo lavorando per poter fare una gara a doppio oggetto, ma questa ipotesi e’ ancora sotto esame dell’Avvocatura perche’ non e’ facile viste le maglie strette della legge Madia”.

A tinte fosche il quadro fatto da Colomban su Atac: “Abbiamo ereditato una situazione quasi ingestibile. Ci sono ritardi perche’ i bus si rompono, li stiamo adeguando nonostante le ristrettezze di bilancio. Abbiamo un piano secondo cui tra i tre e i cinque anni ritorneremo a 2mila bus in strada. Certo i romani non credo abbiano la pazienza di aspettare 5 anni – ha proseguito l’assessore alle Partecipate – quindi abbiamo anche in corso un dialogo con il governo per dire ‘vogliamo far ripartire Roma per bene o aspettare 5 anni’? Tra il 2017 e il 2018 anche Atac sara’ in pareggio credo sia un miracolo”.

Nessun “matrimonio” in vista, invece, tra Ama e Acea, ma una semplice “sinergia”: “Acea allarghera’ gli
impianti di trattamento, lo stesso fara’ Ama con le capacita’ finanziarie che ha, che pero’ sono inferiori a quelle di Acea. L’obiettivo e’ quello di non smaltire piu’ i rifiuti all’estero”. 

A chi sosteneva che Acea andasse esclusa dalla gestione degli Ato dell’acqua in favore di una società tutta pubblica, Colomban ha risposto: “Io non affronterei il tema dell’acqua e di Acea immediatamente, perche’ il ponte di comando della gestione di Acea lo prenderemo solo dal 27 aprile. L’argomento acqua e’ complesso e va gestito nel rispetto del referendum e della volonta’ dei cittadini ma senza danneggiare la societa’”.