Santo Fabiano: "Sul bilancio argomentazioni deboli del Comune, chiarirà la Corte dei Conti" • Terzo Binario News

Santo Fabiano: “Sul bilancio argomentazioni deboli del Comune, chiarirà la Corte dei Conti”

Apr 30, 2013 | Ladispoli

santo fabiano

Sulla questione dei debiti fuori bilancio del Comune di Ladispoli interviene Santo Fabiano, Presidente de Il Geco ed ex Direttore Generale del Comune. 

“Lasciamo a chi legge il giudizio e la scelta degli aggettivi da attribuire all’affannosa e goffa attività dell’amministrazione comunale di Ladispoli – scrive Fabiano – finalizzata a diffondere dosi di rassicurazione alla città sullo stato del bilancio comunale. Tutto comincia quando, per contrastare la notizia sui buchi di bilancio, interviene il sindaco che lasciando a intendere che si tratti di “faccenda interna”, informa, che nominerà una commissione tecnica, come se non bastasse il collegio dei revisori dei conti. Pochi giorni dopo, con un intervento propagandistico, lo stesso cittadino (il primo della lista) interviene presentando alla città, con accenti trionfalistici, il rispetto del patto di stabilità. Ed è a questo punto che i sospetti di noi cittadini prendono corpo: che ragione c’è di presentare alla città, con un comunicato ufficiale, una situazione che corrisponde a un obbligo per ogni comune?

Perché nessun sindaco dei comuni vicini e lontani (Cerveteri, Fiumicino, Bracciano, Santa Marinella, Tarquinia, ecc.) che pure ha rispettato il patto, non ha fatto di questa notizia un comunicato trionfale e Paliotta vuole, invece che i suoi “sudditi” lo interpretino come successo? Per comprendere meglio la questione basti pensare che lo scorso anno, sugli 8.000 comuni italiani, solo 137 non hanno rispettato il patto di stabilità e si tratta di amministrazioni locali con gravi problemi di dissesto, persino con condanne per gli amministratori o in odore di collusioni con la criminalità organizzata. Quindi non si capisce quale sia l’importanza che il sindaco di Ladispoli voglia attribuire al rispetto dell’adempimento fino al punto da diffondere un comunicato stampa. Affermare che il comune ha rispettato il patto di stabilità non è una notizia. E’ come se il comune si vantasse che nessun amministratore è stato arrestato, che non ci sono casi di peculato, che non si sono verificati arresti per corruzione.

Ce lo auguriamo di vero cuore! Ci mancherebbe. Ma non credo che questo possa essere oggetto di un comunicato alla città, se non come segnale per il profilo basso scelto dell’amministrazione comunale che, per fare buona figura, preferisce paragonarsi, non con le amministrazioni virtuose, ma con i comuni dissestati e in odore di camorra. E non ci resta che sperare che il confronto risulti sempre vincente, ma non possiamo nascondere qualche preoccupazione. Soprattutto visto l’accanimento con cui viene trattata la vicenda. Ed è prova di accanimento il tentativo disperato del vicesindaco che, interviene, per ultimo, con un ulteriore comunicato, (apparso oggi su www.terzobinario.it) manifestando tutta la fatica nella ricerca di argomentazioni ardite che dicano senza dire e neghino senza negare. E così si conferma che il buco c’è, ma il bilancio è in ordine. Che l’irregolarità esiste, ma non è colpa della politica. Che sono stati ordinati lavori, senza alcun impegno delle somme, ma si tratta di opere realizzate (come se questo fosse un esimente). Che gli errori ci sono stati e che nella ricerca del colpevole si possa persino risalire al “direttore”.

Chi scrive ha avuto il privilegio di rivestire l’incarico di direttore generale del Comune e lo stesso privilegio di avere rassegnato le dimissioni, ormai da diverso tempo, per avere riscontrato varie irregolarità nella gestione, dovute proprio all’ingerenza della politica nell’attività amministrativa. Ed è opportuno ricordare che l’attività di direzione (che oggi viene invocata dal povero vice sindaco), non risultava gradita proprio perché ostacolava “certa” attività amministrativa (mi vengono in mente le concessioni demaniali, l’isola ecologica, l’appalto per la N.U., e molto altro). E ciò fu manifestato espressamente dal sindaco Paliotta che, in modo “elegante” mi lanciò un telecomando e tentò di aggredirmi, proprio nel corso di una riunione.

E’ opportuno che l’ardimentoso vice sindaco sia consapevole che le argomentazioni da lui addotte a difesa dell’amministrazione risultano molto fragili e non credo possano bastare quando la Corte dei Conti chiederà “conto” dei debiti fuori bilancio. Forse i cittadini possono credere alla storia della gestione che prende iniziative ed effettua lavori di propria iniziativa, senza alcuna indicazione politica. Ma è difficile che ciò possa bastare ai magistrati contabili. E con l’occasione, visto che si trova, è opportuno che studi e si impegni su altre argomentazioni che dovranno trovarsi, per esempio, per rispondere all’Autorità anti-corruzione attivata dal Comitato per la legalità, in ordine al singolare affidamento dell’igiene urbana, con la semplice ordinanza sindacale, piuttosto che con regolare contratto a seguito di gara, così come per le strane ricorrenze tra amministratori e delegati comunali e affidatari di servizi da parte del comune stesso.

Anche in quei casi, con tutto l’impegno possibile e la scienza più elevata che potrà esprimere, sarà molto difficile affermare in modo convincente che si tratti, ancora una volta, di coincidenze o errori dovuti alla gestione e non alla politica. Mi consentano in chiusura, sindaco e vicesindaco, di chiedere maggiore rispetto per le istituzioni e per i cittadini. Il modo migliore per esprimerlo, questo rispetto, è proprio quello di sentirsi obbligati a raccontare la verità, in modo serio e senza mistificazioni. E non sentendosi infastiditi se alcune associazioni non intendono schierarsi e hanno il merito di partecipare liberamente alla vita sociale e di interrogarsi sulla gestione della “cosa comune”. Perché la “cosa” è di tutti. E nella gestione della “cosa” dovete rendere conto a tutti. Non è una “cosa vostra”.

Santo Fabiano, presidente de “il Geco”.