“Che ormai i saldi soffrano un po’ di vecchiaia, è una affermazione scontata.
Nati nel periodo fascista, assumono i connotati attuali verso la fine degli anni 80.
Sono ormai inadeguati alla situazione attuale ed andrebbero rivisti, adeguati, rivisitati.
Compressi tra il black friday e le offerte di pre-saldi o saldi anticipati, incidono limitatamente su una spesa ed un budget ormai esangue.
Però i saldi sono importati nei bilanci di alcune tipologie di commercio;rappresentano tra il 20 ed il 30% dei bilanci annuali.
Per questo in diverse città le associazioni di categoria stimolano le amministrazioni per eventi straordinari: festa dei saldi, promozione del centro storico, trasporto pubblico locale, gratuito, parcheggi gratuiti legati agli acquisti.
A Civitavecchia forse potrebbero essere una attrattiva per i croceristi che visitano la città.
Ma al momento non vedo nessun tipo di promozioni in tal senso.
In un periodo di desertificazione commerciale, i comuni insieme alle associazioni si impegnano per supportare un settore, che garantisce lavoro, identità, luci e sicurezza.
Comunque hanno perso in gran parte quella che era la loro funzione e rischiano di essere trasformati in un semplice episodio di un periodo promozionale continuo, creando confusione nei consumatori e difficoltà per le imprese che rispettano le regole.
In un periodo di commercio on-line, di una situazione economica problematica, di difficoltà per il terziario, rivedere le regole sui saldi e sulle promozioni, potrebbe garantire concorrenza leale e pluralismo distributivo.
Ovviamente ascoltando le imprese”.
Tullio Nunzi
