Rsa San Raffaele, i sindacati: “Salvaguardare 150 posti a Rocca di Papa” - Terzo Binario News

Dopo la revoca dell’accreditamento da parte della Regione intervengono Cgil, Cisl e Uil: “I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza, non possono rimetterci per la gestione aziendale”

Sulla necessità di salvaguardare 150 posti di lavoro della Rsa San Raffaele di Rocca di Papa, intervengono i sindacati Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, con un comunicato che pubblichiamo qui di seguito:

Dopo la revoca dell’accreditamento, i sindacati chiedono la salvaguardia dei 148 posti di lavoro della Rsa San Raffaele di Rocca di Papa. I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza, non possono pagare per la gestione aziendale. Indispensabile protocollo con Regione per le crisi post-Covid.

Questa la priorità scandita da Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, dopo che la Regione Lazio ha ritirato l’accreditamento con il Ssr per la residenza sanitaria assistenziale, dove durante i mesi caldi della pandemia sono stati registrati 178 casi di contagio da coronavirus e 21 decessi.

I lavoratori della Rsa hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza coronavirus, ora non possono pagare anche per le colpe che riguardano la gestione. I gravissimi fatti dei mesi scorsi e le enormi irregolarità che sembrerebbero essere state rilevate dalla Asl, che tante volte abbiamo chiesto di verificare in tutte le strutture, non possono ricadere sulle spalle dei dipendenti e delle loro famiglie per i quali peraltro è già partita, illegittimamente, la procedura di licenziamento e ai quali sono già stati negati gli stipendi di maggio e giugno.

Tutti i lavoratori del San Raffaele devono essere tutelati, per la professionalità dimostrata e per i rischi corsi, al pari degli utenti, durante l’emergenza. Da quanto apprendiamo dal decreto, senza separazione dei reparti Covid e non-Covid, senza percorsi assistenziali distinti, senza la dotazione dei necessari strumenti di prevenzione e protezione, senza applicazione di norme di sicurezza adeguate.

Chiediamo un immediato intervento della Regione Lazio e della Asl per salvaguardare i posti di lavoro e i salari. Gli operatori devono essere tutti garantiti o reimpiegati in altre strutture, tanto più che il sistema delle Rsa è in gravissima carenza di organico e di posti letto. Il sacrificio messo in atto nel corso della pandemia, insieme all’alto livello di qualificazione, merita il riconoscimento di tutti e non certo questo trattamento inaccettabile.

La vicenda del San Raffaele non è e purtroppo non sarà l’unica. Bisogna accelerare il lavoro che stiamo facendo con la Regione, riattivando posti letto soppressi con la revoca dell’accreditamento. Abbiamo anche richiesto un incontro urgente alle commissioni Sanità e Lavoro del Consiglio regionale perché chiediamo che anche la politica si prenda carico di dare risposte a centinaia di famiglie che rimarrebbero senza un reddito per vivere dignitosamente

Serve subito un protocollo che definisca meccanismi di salvaguardia per tutti i casi in cui a seguito delle verifiche e della rilevazione di irregolarità vengano revocati gli accreditamenti: se una struttura privata perde l’accreditamento, tutti i lavoratori devono essere inclusi in un bacino da cui i soggetti destinatari di nuovo accreditamento, o in caso di esternalizzazione di servizi da parte delle aziende sanitarie, dovranno tassativamente attingere per nuove assunzioni garantendo la continuità occupazionale e salariale. Zingaretti faccia in fretta, non c’è più tempo da perdere.

Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio

Pubblicato giovedì, 9 Luglio 2020 @ 18:41:25     © RIPRODUZIONE RISERVATA