La Global Sumud Flotilla salpa da innumerevoli porti italiani, si legge in una nota, “con una portata mai vista prima: almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 paesi”.
Le date di partenza sono già annunciate a Livorno ed Ancona il 22 marzo; a Civitavecchia e Napoli il 29 marzo; a Bari tra il 4 ed il 7 aprile ed appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione.
La partenza delle barche, alla volta della Sicilia, da dove salperà la flotta completa, sarà accompagnata da talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche “solidali alla causa”. “L’obiettivo non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano. Su richiesta della popolazione palestinese, infatti, alla flotilla parteciperanno medici, costruttori, educatori e altre figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia – prosegue la nota -. È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano “Riviera di Gaza” propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio. In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, sumud – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla. Questo viaggio parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della produzione di armamenti venduti a Israele” e “continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio”, “in un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi.”
