“Uno scontro di poteri tutto interno alla Giunta Raggi ha paralizzato per mesi l’AMA, mentre i servizi di raccolta e spazzamento dei rifiuti sono andati a picco. In questa situazione si omette completamente di considerare i diritti dei contribuenti romani, a cui si continua a chiedere di pagare la tassa rifiuti più elevata in Italia fra le grandi città per ottenere in cambio quartieri a rischio sanitario ed impresentabili sotto il profilo dell’igiene pubblica”.
E’ quanto dichiara Cristina Grancio, esponente di demA e capogruppo del Misto in Assemblea capitolina, in vista dell’assemblea dei soci di AMA, convocata per oggi, che assegnerà formalmente la nuova responsabilità di conduzione dell’azienda.
“Con la relazione del direttore generale di Roma Capitale Giampaoletti e con la successiva ordinanza della sindaca Raggi del 18 febbraio che ha deposto il CdA di AMA – prosegue la consigliera – è stato acclarato, nero su bianco, che l’Azienda non ha rispettato il contratto di servizio nel corso del 2018, ha provocato gravi disservizi, con un aumento del 38,6% del numero dei reclami e il mancato rispetto degli obiettivi di regolarità. Ci sono tutte le condizioni, previste dalla legge nazionale che disciplina la TaRi e dall’art.15 dello stesso Regolamento sulla TaRi di Roma Capitale, per ottenere una riduzione della tassa e il rimborso parziale di quanto già pagato nel corso del 2018”.
“In questa direzione, e tenuto conto della prima sentenza favorevole già emanata dalla Commissione Tributaria provinciale di Roma – conclude Cristina Grancio – si stanno muovendo i comitati civici di Prati e di Settebagni ed altri si apprestano ad avviare le azioni legali collettive. I protagonisti di questo scontro sulla pelle dei romani devono essere chiamati quanto prima a rispondere, anche dal punto di vista contabile, dei loro comportamenti irresponsabili.”
