In questi giorni sono stati effettuati dal personale della Polizia Giudiziaria dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Civitavecchia, diretto dalla dott.ssa Lorenza Ripamonti, tre arresti per riciclaggio di auto, appropriazione indebita e falso ed altre tre persone sono state denunciate.
L’indagine si è avviata durante un controllo al traghetto in partenza da Barcellona in cui è stato fermato un cittadino italiano a bordo di un Range Rover sport. L’auto risultava essere intestata ad una Società di cui il conducente non riusciva a fornire alcuna informazione cadendo più volte in contraddizione nel tentativo di giustificare come mai circolasse a bordo di una vettura molto costosa di cui ignorasse la provenienza. Il suo compito, infatti, era quello di far uscire l’autovettura dal territorio nazionale e all’estero il suo complice, rivelatosi poi un elemento di spicco di una vero e proprio sodalizio criminoso, provvedeva a venderla. In realtà l’auto non era stata mai pagata, poiché i soggetti implicati fornivano falsi documenti di identità e false dichiarazioni di redditi di società inesistenti o ignare per effettuare noleggi a lungo termine di auto di lusso (Audi Q5, Alfa Romeo Stelvio, BMW X5 e X6) per poi destinarle al mercato nordafricano. Ovviamente, una volta firmato il contratto di noleggio a lungo termine ricorrendo al pagamento rateale, era impossibile per le Società locatarie entrare in possesso delle somme pattuite perché i nominativi in loro possesso si riferivano a persone o Società inesistenti. Sono stati necessari circa cinque mesi di indagini con perquisizioni, interrogazioni alle banche dati, controlli sui mezzi, analisi dei documenti rivenuti e disamina dei tabulati telefonici per delineare il modus operandi del gruppo criminoso finalizzato al riciclaggio, all’appropriazione indebita ed al falso. Nel contesto, inoltre, sono state effettuate accurate indagini patrimoniali che hanno permesso agli inquirenti di accertare come l’attività illecita fosse l’unica fonte di reddito degli appartenenti al sodalizio. In considerazione dei riscontri ottenuti si richiedevano e si ottenevano dalla Procura della Repubblica di Velletri (i soggetti erano tutti residenti a Pomezia e zone limitrofe) tre ordinanze di custodia cautelare.
Il Dirigente
V.Q. Dott.ssa Lorenza Ripamonti
