“Molti a Valcanneto conoscono l’area lungo il fosso omonimo denominata “Fonte romana”.
Lì è tuttora ben visibile una bocca d’uscita di acqua sorgiva (in realtà sono tre, le altre due nascoste dai detriti accumulati negli ultimi 40 anni).
A ridosso della (e) fonte (i) ci sono reperti di uno o due ambienti, forse resti di una tomba di epoca romana del 1° o 2° sec d.C. con tracce d’intonaco colorato.
Tutto ciò risulta dal volume AGER CAERETANUS (edito nel 2001) dell’archeologo Flavio Enei, attualmente Direttore del Museo del Mare presso il Castello di S.Severa.
Al riguardo si veda la documentazione estratta dal libro.
Gli “Amici del bosco” hanno proposto (oltre ad altre iniziative) al Comune di Cerveteri un restauro o, comunque, una indagine esplorativa per salvare il più possibile i resti romani e valorizzare il sito, ovviamente d’intesa con la Soprintendenza archeologica e i Gruppi di volontariato che operano sul territorio.
Nessuna risposta, nessuna spiegazione.
Peccato!
Però a noi sembra che non possiamo disperdere questo piccolo tesoro che abbiamo. La memoria e la storia hanno sempre un valore culturale”.
A scriverlo sui social network è Ugo Menesatti, del gruppo “Gli Amici del Bosco”

