Regione Lazio, approvato il piano operativo per gli spettacoli dal vivo e la promozione culturale. M5S: "Scarso equilibrio" • Terzo Binario News

Regione Lazio, approvato il piano operativo per gli spettacoli dal vivo e la promozione culturale. M5S: “Scarso equilibrio”

Giu 6, 2015 | Politica, Roma, Senza categoria

concertoApprovato il piano operativo annuale 2015 degli interventi regionali in materia di spettacolo dal vivo e promozione culturale. Il via libera è giunta dalla V commissione del Consiglio regionale del Lazio, a maggioranza e con osservazioni. La parola ripassa ora alla Giunta per l’approvazione finale.
La delibera prevede una serie di risorse per finanziare il piano. 861 mila euro saranno destinati alle spese legate alle attività culturali e dello spettacolo, attualmente in corso (30 progetti di rassegne e festival e 19 officine culturali e di teatro sociale) e trasferimenti per un milione e 190 mila euro alla fondazione Musica per Roma (anno 2015). Tre milioni e 570 mila euro per spese relative alle istituzioni culturali e dello spettacolo: Teatro dell’Opera, Accademia di Santa Cecilia e Teatro di Roma (anno 2015) e ancora trasferimenti per un milione e 200 mila euro all’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio (ATCL). Rispetto a questa voce di spesa, la commissione ha accolto un’osservazione che prevede una decurtazione di 220 mila euro, da destinare al fondo unico per lo spettacolo dal vivo e in particolare alle attività di produzione, mentre 300 mila euro alla fondazione Romaeuropa arte e cultura. Un milione di euro per il Fondo unico per lo spettacolo dal vivo (anni 2015 e 2016) e 690 mila euro per il Fondo unico per la promozione delle attività culturali (anni 2015 e 2016). Un’osservazione della commissione suggerisce, in proposito, una riduzione dell’importo di almeno 150 mila euro, da destinare al fondo per lo spettacolo dal vivo e in particolare alla voce rassegne e festival.

Per quanto riguarda le somme assegnate a questi ultimi due fondi – istituiti con la legge approvata alla Pisana lo scorso dicembre – quelle per lo spettacolo dal vivo serviranno a promuovere la realizzazione di festival e rassegne, l’attività di produzione e lo sviluppo del sistema delle residenze artistiche. Quelle destinate, invece, alla promozione culturale sosterranno le iniziative legate al quarantesimo anniversario della morte di Pierpaolo Pasolini, le attività di supporto al Comune di Viterbo candidato a capitale della Cultura e la manifestazione Più libri Più liberi-Fiera nazionale della piccola e media editoria. Contributi sono previsti, infine, per due iniziative di promozione del patrimonio artistico regionale: “La grande musica del Lazio”, affidata all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il progetto di valorizzazione del Santuario di Ercole vincitore di Tivoli, affidato alla fondazione Musica per Roma. Tra le varie osservazioni approvate questo pomeriggio dalla commissione, una sollecita la Giunta a prevedere un finanziamento complessivo delle diverse attività sostenute dalla legge regionale sullo spettacolo dal vivo e una suggerisce che gli enti partecipati diano comunicazione preventiva della programmazione delle attività annuali previste. Altre due osservazioni propongono che i beneficiari dei fondi destinati all’attività di produzione dello spettacolo dal vivo siano soggetti costituiti da almeno tre anni e che tra di essi rientrino le istituzioni scolastiche.

 

 

La strategia della Regione Lazio viene stroncata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle. “Oggi in commissione cultura durante la presentazione del piano operativo annuale degli investimenti, abbiamo preso atto che l’erogazione dei fondi alle grandi fondazioni laziali non è basata sullo statuto ma su  discrezionalità e volontà politica, che può arrivare ad assegnare in certi casi discrezionalmente dieci volte le somme dovute – dichiara Gianluca Perilli -. C’è un’evidente sproporzione tra quanto destinato alle fondazioni e quanto alle piccole realtà distribuite sul territorio laziale. Se su circa 6 milioni, oltre 5 sono destinati alle fondazioni e 1 a sostenere le piccole realtà, c’è un evidente squilibrio che lo trasforma in un piano di finanziamento delle fondazioni. Ho quindi chiesto all’assessore Ravera se fosse d’accordo con questa linea, che snatura il senso della legge recentemente approvata dal consiglio sugli spettacoli dal vivo, se condividesse tale indirizzo e se non si sentisse politicamente un ostaggio  in attesa di essere liberata dalle opposizioni. Quanto sta accadendo con la programmazione culturale del Lazio è sintomatico di quanto poco conti la cultura nella politica di Zingaretti, grandi promesse di cambiamento in campagna elettorale risolte in un nulla di fatto, si continua a dare troppo agli stessi, che già prendono da altre parti, e a lasciare sole quelle realtà che veramente avrebbero bisogno di un aiuto e non per mantenere un organigramma elefantiaco.”

Sulla stessa lunghezza d’onda Gaia Pernarella: “Oltre al danno la beffa, anche in questo caso, nonostante le richieste ufficiali fatte in commissione riguardo gli impegni presi dalla Giunta Zingaretti con le fondazioni non è stato possibile visionare alcun dato ufficiale, quindi non abbiamo potuto verificare se il versato corrisponde al dovuto. Vorremmo fosse possibile quantificare il ritorno al pubblico dei soldi spesi dalla regione, perché il tempo in cui si affidavano fondi sulla fiducia vorremmo fosse finito. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono impiegati i soldi pubblici e se alla base di grandi erogazioni ci sono comprovate necessità, vista la drammatica situazione economica in cui versa la regione.”

Fortemente critico anche l’intervento del consigliere regionale Pietro Sbardella: “Gli investimenti sono stati dimezzati rispetto agli impegni pregressi e l’assessore Ravera ha previsto di mettere a bando pubblico, per rassegne e festival, soltanto la metà delle risorse dell’anno scorso, per la contrastata decisione politica di entrare in una nuova fondazione, che di fatto beneficia in maniera discrezionale di quanto avremmo dovuto invece mettere a bando. Il solito fumo di Zingaretti – attacca Sbardella -: spending review per tutti, tranne che per alcuni. E la brutta pagina prosegue con un artifizio ai soli danni della ATCL (associazione teatrale fra i comuni del Lazio) che probabilmente non otterrà gli effetti sperati e finisce con la proposta di attività di promozione culturale affidate senza bando ai soliti noti”.