Regionali, l'analisi di Pascucci: "Siamo andati oltre ogni aspettativa" • Terzo Binario News

Regionali, l’analisi di Pascucci: “Siamo andati oltre ogni aspettativa”

Feb 21, 2023 | Cerveteri, Ladispoli, Politica, Regione Lazio

“Le elezioni hanno certamente un aspetto emotivo, ma ci sono anche dei meccanismi che non possono essere ignorati. Abbiamo preso 5091 preferenze.

Quante sono? Tante? Poche? Come lo valutiamo? Iniziamo da quello che mi aspettavo. Credevo che il nostro massimo (quello che riesce solo se si incastra proprio tutto tutto tutto) fosse raggiungere le 4000 preferenze. E, pensando che il massimo non fosse raggiungibile, puntavo a 3500/3700 voti. Con questi numeri sarei stato contento.

Una persona di grande esperienza politica (che mi ha sostenuto) mi aveva pronosticato una forbice che aveva come massimo 4400 voti. Questo vi fa capire che grazie al vostro entusiasmo e al vostro lavoro abbiamo superato ogni più rosea aspettativa.

Facciamo qualche esempio che forse ci aiuta a capire. Ci sono stati politici nazionali, con una storia lunghissima, che hanno preso meno preferenze di noi. Così come alcuni Consiglieri regionali o assessori regionali uscenti candidati in partiti strutturati. In tanti sono stati eletti con meno voti di quelli che abbiamo preso noi. Moltissimi di questi con gruppi organizzati che li sostenevano.

Non voglio, per dirla come si usa dalle nostre parti, “darci una calla”. Ma dovete essere consapevoli del grandissimo lavoro fatto. OLTRE OGNI ASPETTATIVA.

Nel giorno successivo al voto in alcune chat politiche si è parlato più del nostro risultato che di quello di tanta gente eletta.

Un applauso e un grande augurio di buon lavoro all’amico Claudio Marotta, eletto nella nostra lista: so che si farà portavoce delle tante istanze che abbiamo a cuore. Abbiamo fatto insieme già tante battaglie in passato.

Claudio ha preso 1000 preferenze più di me. E questa è una bellissima notizia. Perché se mi avesse superato per 30, 50, anche 150 voti, staremmo qui a rimuginare su che cosa potevamo fare meglio, sull’amico che ci siamo scordati, sul parente che alla fine non è andato a votare e non siamo andati a prendere a casa.

È chiaro che potevamo fare meglio. Ma mi sento di dire che complessivamente abbiamo giocato la partita quasi perfetta. Abbiamo scelto un gruppo che ha eletto un consigliere regionale, abbiamo proposto un modo diverso di fare campagna elettorale (tra le altre cose, tanti hanno parlato dei nostri video e del nostro evento sulla cultura). Tutto questo in 34 giorni. La regola d’oro delle elezioni dice che un candidato una volta che ha stimato il numero di preferenze che si aspetta deve dividere per 3, se è proprio bravo può dividere per 2. Quelli sono i voti che troverà nelle urne. Ecco, io ho trovato molti più voti di quelli che mi aspettavo. Segno che ognuno di voi, senza nessuna eccezione, ha fatto un lavoro certosino. Da chi ha potuto portarmi tante preferenze, a chi aveva soltanto i voti di famiglia. Senza nessuno di quei voti, anche il singolo trovato al bar l’ultimo giorno, non avrei superato le 5000 preferenze, cosa che nessuno, nessuno, avrebbe mai immaginato. Nessuna quotazione dei bookmaker mi avrebbe mai dato sopra i 4000 voti. Quindi, se davvero vogliamo essere tristi, dobbiamo esserlo per non aver puntato cento euro sul risultato. Questo sì che è stato un grave errore.

Questa comunità che mi ha sostenuto è composta da donne e uomini che stimo moltissimo. Persone che vengono dal mondo del volontariato, della cultura, dello spettacolo dal vivo, dell’impegno civico, del giornalismo, dell’arte, delle istituzioni, dell’attivismo di quartiere. Amiche e amici con cui ho già condiviso pezzi di vita accanto ad altri che si sono aggiunti nelle ultime settimane. Con una emozione difficile da spiegare ho ricevuto il sostegno da persone di cui sono stato sempre un grande estimatore: cantanti, registi, attori, artisti, movimentisti, attivisti, donne e uomini delle istituzioni. Oltre a cittadine e a cittadini che credono davvero che si possa fare la politica dal basso. Come non disperdere questo patrimonio? Ci ho pensato intensamente in questi giorni. Sicuramente continuerò a scrivervi, magari con minore insistenza; poi intendo mettere su alcuni gruppi di lavoro, un think tank permanente.

Sarebbe bello vederci, almeno una volta, tutti insieme per dirci che siamo stati bravi. Ci sarebbero così tante cose che possiamo fare. Le elezioni sono solo la punta dell’iceberg. Da sempre credo che la rivoluzione si faccia nelle piazze e non nelle urne. Spero che vi andrà di aiutarmi a canalizzare questa bella energia in qualcosa di più grande. Io sono a disposizione.

In queste settimane ho incontrato associazioni, amministratori, movimenti civici, comitati di quartiere, sindaci, organizzazioni di categoria. Ho percorso la provincia in lungo e in largo per oltre 20000 km. Solo a piedi ho macinato 566142 passi (che equivalgono a oltre 375 km). Mi avete raccontato così tante storie e nessuna di queste per me deve rimanere inascoltata. Per questo mercoledì, il primo giorno dopo lo spoglio, sono andato a incontrare un comitato di quartiere conosciuto da pochissimo e abbiamo già iniziato a lavorare su alcuni problemi della città.

Poi lo stesso giorno ho potuto finalmente riaprire il mio sito preferito e leggere la programmazione cinematografica. Non era mai accaduto nella vita che per settimane non sapessi cosa ci fosse nelle sale. Sono andato a vedere un film. E ci sono andato felice. Felice perché ho visto quello che abbiamo fatto in 34 giorni e capisco benissimo cosa possiamo fare insieme in un anno.

Però, davvero, non voglio sentire altre chiamate di gente dispiaciuta. Quello che abbiamo fatto non ha precedenti. Quello che avete fatto non è mai stato fatto prima. E per fare la rivoluzione, da qualche parte bisogna pur iniziare. In questa giornata in cui cade l’anniversario della morte di Giordano Bruno, voglio dirvi che voi siete la mia rivoluzione. E so che questo è stato soltanto il primo passo insieme. Un privilegio che spetta a pochi”.

Alessio Pascucci