Quasi 200 milioni per un porto di Civitavecchia sempre più "laziale" • Terzo Binario News

Fondi Pnrr e non solo per l’ecologizzazione dello scalo, novità anche per Fiumicino

(da Repubblica Green & Blue) Fra fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, su Civitavecchia sono piovuti quasi 200 milioni di euro di investimenti, mentre una cinquantina sono destinati a Fiumicino.

musolino dionisi

L’obiettivo è quello di far diventare lo scalo sempre più ecosostenibile e “laziale”.

Con l’arrivo di questa cifra cospicua, che servirà a trasformare il principale scalo del medio Tirreno ora votato quasi esclusivamente al traffico croceristico e ai collegamenti con Barcellona, Sardegna e Corsica, la prospettiva è quella di rendere Civitavecchia punto di riferimento turistico, commerciale e industriale nei prossimi cinque anni, strizzando l’occhio all’ambiente. Anzi, facendo dell’impronta ecologica una delle peculiarità dello scalo.

«I fondi – spiega il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Pino Musolino – insieme ai 69 milioni di euro già ottenuti per l’ultimo miglio ferroviario, ci consentiranno di trasformare il porto e con esso l’economia della città e del territorio.

La sfida è quella di iniziare un percorso che finora non ha intrapreso nessuno, sfruttando l’economia circolare e la vocazione energetica peculiare di questa città. Ma non ci si dimentica affatto del turismo, della logistica, delle merci. Anzi, lo sviluppo del porto aiuterà l’economia di tutta la regione».

Nel dettaglio: dei circa 120 milioni in arrivo dal Pnrr, 10,10 milioni saranno destinati al ponte di collegamento con l’antemurale; 26,65 milioni sono per il II lotto di prolungamento della banchina 13 dell’antemurale; 43,25 milioni per l’apertura della bocca a sud dello scalo per il traffico turistico, con il nuovo accesso al bacino storico, e 40 milioni di euro andranno per il cold ironing, ossia per l’elettrificazione di alcune banchine. Questo consentirà alle alle navi in sosta di rimanere accese senza bruciare carburanti molto inquinanti come l’olio pesante.

«A questo – aggiunge Musolino – va sommato l’efficientamento energetico della sede di Molo Vespucci e un parco capace di produrre 20 megaWatt di energia. Più in generale è bene entrare nell’ottica che a Civitavecchia si possono fare impresa ed economia grazie ad un potenziale che nel Mediterraneo vantano pochissimi scali».

Negli ultimi mesi, due passaggi hanno permesso al Porto di Roma di accelerare: il riconoscimento di port core a livello europeo e l’introduzione della zona logistica semplificata. A metà dicembre la notizia da Bruxelles che si attendeva con ansia: Civitavecchia è ammessa agli scali core delle reti trans-europee dei trasporti, dopo le modifiche apportate al regolamento sulle Ten-T. La commissaria Ue ai Trasporti, Alina Valean disse: «Per l’Italia abbiamo il corridoio ferroviario Adriatico e il corridoio del Mar Tirreno, entrambi per il trasporto merci, e riconosciamo il porto di Civitavecchia come porto della capitale italiana». Dunque accesso ai finanziamenti comunitari mentre in ambito regionale il sì alla zls (dal via dal primo gennaio 2023) permette investimenti con la prospettiva di una visione di lungo termine in ambito logistico, infrastrutturale e trasportistico.

In questo senso, arriva l’ammonimento del presidente di Unindustria Civitavecchia Cristiano Dionisi rivolto all’imprenditoria e alle istituzioni cittadine: «Sul porto si è lavorato affinché venisse riconosciuto come un soggetto interessante dal punto di vista degli investimenti – spiega il capo degli industriali civitavecchiesi – quindi servono sinergia e visione a lungo termine per il retroporto, per il quale bisogna sedersi e pianificare lo sviluppo». Anche su settore merci si prevede un futuro potenzialmente roseo: «Si sta creando interesse intorno allo scalo perché Roma, con i suoi 2,8 milioni di abitanti, rappresenta un mercato sostanzioso e inesplorato. Bene l’imminente realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario, che farà da trampolino allo sviluppo del porto».

L’ultimo passaggio infrastrutturale per rendere sempre più europeo il porto di Civitavecchia è rappresentato dalla Trasversale fra la città portuale e Orte, con il tratto mancante fra Monte Romano e la A12 diviso in due stralci, il primo dei quali andrà a gara da luglio.

Pubblicato sabato, 25 Giugno 2022 @ 08:02:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA