Rinvio delle elezioni a Ladispoli e Cerveteri: ecco perché è possibile - Terzo Binario News

Il rinvio delle elezioni a Cerveteri e Ladispoli è una possibilità? La risposta e sì e ovviamente dipenderà dal Covid.

Forse è anche questo tipo di incertezza che ha impedito agli schieramenti delle due città di uscire definitivamente allo scoperto, nonostante alcuni passi avanti importanti ci siano stati, su tutti quelli Grando e Pascucci a Ladispoli e della Belardinelli a Cerveteri.

In fondo alla scadenza mancano meno di sei mesi, un tempo-limite per iniziare la campagna elettorale. E allora, si prova a valutare se un rinvio all’autunno è plausibile o no.

Tanto per cominciare, a decidere quando votare sarà il Governo che, attraverso un decreto, stabilirà quali comuni potranno andare alle urne. In una fase ordinaria, ciò avverrebbe con un provvedimento ordinario ossia alla scadenza naturale dei mandati amministrativi si va a votare, di solito nella finestra di fine primavera quindi maggio-giugno. Per amministrazioni comunali sciolte – per sfiducia o altri eventi sopraggiunti – si cerca si andare alle urne in ottobre mentre se incombe l’urgenza anche febbraio-marzo.

L’anno scorso Roma si ritrovò una sindaca, Virginia Raggi, e un’assemblea capitolina in proroga. A febbraio le prime voci di slittamento delle elezioni, a marzo la decisione di Palazzo Chigi di votare in ottobre. Nel comprensorio, la stessa situazione capitò a Tolfa, con Luigi Landi che prolungò il suo mandato fino all’elezione autunnale di Stefania Bentivoglio.

Oggi però la situazione è molto diversa dal marzo 2021. Allora la pandemia faceva ancora paura, con le terapie intensive erano piene e i morti erano tanti tutti i giorni. Oggi la maggior parte della popolazione è vaccinata, e per quanto vero che incomba la variante Omicron del Covid ma vero altrettanto che a fronte di un numero di contagi considerevole, gli ospedali lavorano regolarmente e le terapie intensive non sono intasate. Per di più si è in fase avanzata con l’inoculazione delle terze dosi e, aspetto tutt’altro che secondario, d’estate i virus circolano molto meno.

Quindi, in termini percentuali, sembra più probabile il rispetto della scadenza naturale ovvero maggio-giugno. Ma dipenderà dall’andamento pandemico e di conseguenza si muoveranno gli schieramenti. Prima andava annusata l’aria dell’elettorato, oggi dipende da quanto funzionano bene vaccini e mascherine.

Pubblicato mercoledì, 12 Gennaio 2022 @ 00:01:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA