Dopo l’allarme lanciato dai sindaci di Cerveteri e Ladispoli sulla paventata chiusura del Pit, il posto di primo intervento inserito nella Casa della salute del nostro distretto sanitario, alla conferenza stampa di qualche giorno fa i rappresentanti della Asl si sono detti sicuri che non rischia la chiusura. I sindaci hanno ribadito la loro opposizione netta al provvedimento. Non abbiamo dubbi sulla buona fede e l’impegno delle istituzioni a noi più vicine. Nei giorni scorsi molti sono intervenuti esponendo le ragioni del no alla chiusura. Anche noi dello Spi/Cgil che rappresentiamo i pensionati ed i cittadini con problemi di autosufficienza siamo intervenuti. Ma lo diciamo con forza: non siamo tranquilli sul futuro della sanità pubblica ed invitiamo tutti a non esserlo, anzi, a vigilare con grande attenzione.
Sono passati appena 4 anni da quel 2012 in cui il Governo decise di tagliare alla Sanità oltre 30 miliardi di euro. Nel 2014 e nel 2015 il Governo, poi, chiede alle Regioni di tagliare altre risorse. Si apre quindi un vero e proprio conflitto fra Governo e Regioni, una fase di stallo che non può portare nulla di buono al sistema sanitario pubblico. Già oggi nelle strutture private è possibile fare molte analisi ad un costo più basso del ticket regionale. Ma non è finita qui, purtroppo. Molte analisi sono state già escluse dall’elenco di quelle previste nel sistema sanitario nazionale e presto alcune prestazioni chirurgiche prima gratuite diverranno a pagamento, passando dal regime di Day Surgery a quello ambulatoriale, come ad esempio l’intervento per la cataratta: già oggi le liste di attesa per questo tipo di intervento sono di circa 10 mesi. Sono circa 24 le prestazioni che passeranno in regime ambulatoriale con ticket ed è facile immaginare che il ticket sarà superiore al costo della prestazione nelle strutture private.
Quella che sta accadendo è una vera e propria rivoluzione: la sanità privata avanza a grandi passi e quella pubblica si ritira sempre più sotto i colpi delle chiusura dei servizi, dei tagli alle risorse a disposizione, del mancato rimpiazzo del personale che man mano raggiunge i limiti di età. C’è quindi un disegno politico molto preciso, con un pubblico sempre più ridotto ed in difficoltà di fronte all’avanzare del privato cui accede chi può ovviamente pagare.
Si attacca il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione. Noi in Italia siamo ancora in tempo per mettere in campo una strategia di lotta e contrasto a questo vero e proprio disegno politico scellerato che intende privatizzare la sanità. E’ necessario però condurre battaglie che vedano dalla stessa parte rappresentanti delle istituzioni, dei lavoratori e degli utenti dei servizi. Invitiamo quindi a mettere da parte il desiderio di piantare bandierine: bisogna dare un segnale di forte unità. Vorremmo quindi che nelle prossime conferenze, tavoli di lavoro, confronti pubblici, manifestazioni, siano chiamate tutte le parti in causa: forze politiche, istituzioni, sindacati di tutte le categorie dei lavoratori e degli utenti perché solo insieme si può vincere la battaglia.
Mara Caporale
Segretaria LEGA SPI/CGIL COMPRENSORIO CIVITAVECCHIA
