
di Ginevra Amadio
All’improvviso è estate. Dopo alti e bassi tra pioggia e sole, cambi stagioni rimandati al prossimo caldo e tentennamenti perenni tra coperta, lenzuolo e gamba fuori a ristabilire l’equilibrio termico, la bella stagione ha deciso di manifestarsi in grande stile con il suo strascico di afa, umidità e temperature percepite oltre lo scibile umano. Mentre i telegiornali rispolverano i servizi evergreen sull’estate più calda degli ultimi anni, dispensando consigli su come sopravvivere a una stagione che si ripresenta ciclicamente dall’origine del mondo, gli uomini e le donne che possono permettersi un periodo di ferie si allontanano dal tran tran quotidiano scegliendo di trascorrere qualche giorno al mare, in montagna, o in qualche città che vale la pena esplorare. Oltre all’occorrente pratico, è prassi generalmente diffusa inserire in valigia uno o più libri per riappropriarsi del proprio tempo, quello perduto tra stress da lavoro, riunioni improcastinabili e impegni più o meno urgenti. C’è chi porta con sé quel testo che giace sul comodino da mesi, chi l’ultima uscita segnalata sulle rubriche culturali, chi il volume prestato dall’amico che si raccomanda assolutamete di leggerlo. Ma c’è anche chi ancora non sa. L’eterno indeciso, il collezionista seriale di libri, il viaggiatore last minute che appena salito sul treno ricorda di aver lasciato sul lavandino lo spazzolino imbustato. A tutti loro, in questo weekend di fine giugno, è dedicata una lista di romanzi brevi ma imperdibili, ideali da inserire all’ultimo momento in valigia, nello zaino delle escursioni o nella borsa di paglia da portare i spiaggi. Senza il rischio di braccia slogate o pagine piegate.
LA SOVRANA LETTRICE, Alan Bennett, pp. 95
Un Adelphi di massima qualità, con in copertina la regina Elisabetta II sull’ “Irish State Coach”. È il racconto spassosissimo di quando a una cena ufficiale la sovrana d’Inghilterra decide di chiedere al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Una domanda rivelatrice, che innesca una serie di ripercussioni su entourage, sudditi e servizi di sicurezza della Royal Family oltre a tenere il lettore incollato sino all’ultima riga. Un mix di umorismo, rimandi letterari e grandi colpi di scena per un Alan Bennett universalmente considerato maestro del comico e del teatro contemporaneo.
LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA, Dino Buzzati, pp. 128
Tutto da riscoprire questo romanzo scritto e illustrato da uno degli artisti più poliedrici del secolo scorso. Ci troviamo in Sicilia e un esercito di orsi capitanato da Re Leonzio decide di occupare l’isola sconfiggendo e cacciando gli uomini di cui poi, col passare del tempo, finirà per assumere abitudini, atteggiamenti e vizi. Molto più che una favola per bambini, il testo è allegoria della corruzione del mondo e dei suoi costumi, secondo una visione tipica di quel Buzzati che ci ha abituati a guardar sempre oltre la superficie delle cose.
FIRMINO, Sam Savage, pp. 192
«Firmino, il topo che Walt Disney avrebbe inventato se solo fosse stato Borges. Se leggere è il vostro piacere e il vostro destino, questo libro è stato scritto per voi». Se a dirlo è Alessandro Baricco qualcosa vorrà pur dire. La storia del topo che si ciba di libri per non morire ha infatti incantato i lettori di tutto il mondo, dando voce alla figura di quell’emarginato ostinato che poi è il lettore della società odierna. Impossibile non amarlo.
LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE, Joseph Roth, pp. 77
Reso noto, ahinoi, ancora una volta da un film (seppur bellissimo come quello di Ermanno Olmi), La leggenda del santo bevitore può essere considerato il testamento spirituale di Roth, inteso come parabola in grado di racchiudere tutta la sua cifra stilistica. Il protagonista, Andreas Kartak, è un clochard alcolizzato che trova rifugio sotto i ponti della Senna della Parigi degli anni Trenta, quando incontra uno sconosciuto che gli offre duecento franchi. Alla richiesta di Kartak su come restituirli, l’uomo suggerisce il nome della «piccola santa Teresa», presente nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del clochard sarà un continuo avvicendarsi sulla strada di quella chiesa, al pari della dispersione della vita di Roth culminata proprio a Parigi dove troverà un ultimo ed estremo tentativo di salvezza nell’alcool.
LA SPIAGGIA, Cesare Pavese, pp. 136
Altro che “romanzetto” come lo definì il suo autore in continua ed esagerata severità con se stesso. La spiaggia è un testo malinconico e profondo, pervaso da quelli che saranno i grandi temi della narrativa pavesiana: l’amicizia, le radici, le descrizioni di paesaggi indimenticabili e personaggi femminili complessi. Uno dei protagonisti, Doro, si è sposato e ha lasciato Torino per Genova perdendo così di vista il suo vecchio amico professore che altro non è che la voce narrante. Quando Doro ritorna, l’amico comprende che c’è qualcosa che non va; lo seguirà, nei luoghi d’infanzia e al mare, conoscendo e osservando quella Clelia che da sposa perfetta si trasforma sempre più in donna volubile e affascinante. Troppo forse perché il matrimonio di Doro sia un’unione felice.
