Omicidio Vannini, i legali dei Ciontoli rettificano: "Marco salvo solo se operato entro 30 minuti dallo sparo" - Terzo Binario News
Gli avvocati dei Ciontoli Miroli e Messina

Gli avvocati dei Ciontoli Miroli e Messina

Lunedì si è tenuta la settima udienza del processo per la morte di Marco Vannini. Un’udienza importante nella quale si è valutato attraverso le deposizione dei periti del PM e di parte uno dei punti centrali: Marco si poteva salvare? A tal proposito rispetto alla nostra ricostruzione di quanto dibattuto in aula ci perviene una rettifica da parte dei legali della famiglia Ciontoli e di Viola Giorgini. Di seguito la lettera che pubblichiamo integralmente

Spett.le Redazione,
quali difensori dei sig.ri Ciontoli e della sig.ra Viola Giorgini, siamo a significare quanto segue.
Nell’articolo dedicato all’udienza del 13 marzo 2017, riferendo in merito alla deposizione dei consulenti della difesa, Professori Giulio Sacchetti e Francesco Ruggiero, sulla possibilità di salvezza del sig. Marco Vannini, viene scritto che “A domanda precisa però i consulenti non se la sono sentita di dire con certezza che Marco non avrebbe avuto la possibilità di salvarsi in caso di tempestivo intervento….Emerge chiaramente che non v’è modo di escludere che Marco si sarebbe potuto salvare se soccorso a regola d’arte. Nemmeno i periti della difesa hanno potuto dire che certamente Marco non avrebbe avuto la possibilità di salvarsi”.

Tali affermazioni, così riportate, non corrispondono affatto a quanto riferito e sostenuto su basi scientifiche dai citati consulenti.
Verità vuole, infatti, che gli stessi hanno confermato quanto già scritto nei loro elaborati laddove hanno dimostrato che Marco
avrebbe potuto essere salvato, solo nell’eventualità che questi fosse arrivato sul tavolo operatorio entro 30 minuti dallo sparo.
Al contrario, hanno analiticamente riscontrato come ciò non sarebbe stato in alcun modo possibile anche se il sig. Ciontoli avesse detto immediatamente la verità.

Giova precisare, infatti, che il sig. Ciontoli non aveva alcuna consapevolezza circa la gravità delle lesioni che avevano devastato internamente Marco, essendo, purtroppo, convinto, che la pallottola fosse rimasta all’interno del braccio.

Conseguentemente, secondo i consulenti della difesa, se il Ciontoli avesse detto subito ai sanitari di quanto accaduto, il tempo occorrente per un intervento salvifico non avrebbe potuto essere inferiore ad un’ora e mezzo, tempo minimo indispensabile per attivare la macchina dei soccorsi, eseguire gli esami medici necessari all’accertamento delle condizioni di Marco, reperire il personale occorrente, decidere il conseguente complicatissimo atto operatorio.

Tale intervallo temporale, secondo i consulenti della difesa, avrebbe reso comunque improbabile la sopravvivenza di Marco, tenuto conto della complessità e della gravità delle lesioni interne.

Riteniamo doveroso che sia riportato correttamente il contenuto dell’esposizione dei consulenti della difesa e Vi invitiamo, pertanto, a pubblicare questo nostro comunicato.

Avv. Pietro Messina
Avv. Andrea Miroli

Pubblicato mercoledì, 15 Marzo 2017 @ 07:28:34     © RIPRODUZIONE RISERVATA