«Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti». Alessandro Panella, agli arresti domiciliari dal primo agosto con l’accusa di omicidio volontario in concorso per la morte del parà Emanuele Scieri nella Gamerra il 13 agosto 1999, ieri mattina ha ribadito la sua innocenza davanti al Tribunale del Riesame di Firenze.
Secondo quanto riportato dal Tirreno, Panella ha preso la parola dopo l’intervento dei suoi difensori, gli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli, sollineando quello che ha scritto in un memoriale consegnato ai giudici (presidente Genovese a latere Limongi e Magi).
Lui con la fine di Scieri non c’entra niente, ha ribadito nel corso dell’udienza in cui è stato discusso il ricorso dei suoi legali per la revoca dell’arresto. Mannocci e Meoli hanno rilevato l’assenza di gravi indizi di colpevolezza per mantenere la misura cautelare a carico del loro assistito. «Non c’è un pericolo di fuga» è stato il nucleo della loro istanza e anche a livello di materiale probatorio, secondo i legali, non ci sarebbe la possibilità di inquinamento da parte dell’indagato.
L’arresto è stato chiesto e ottenuto dalla Procura temendo la fuga del 39enne di Cerveteri che aveva acquistato per il 3 agosto un biglietto di sola andata per San Diego, via Chicago. Il 26 luglio si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore capo Alessandro Crini e al sostituto Sisto Restuccia. In auto la polizia – squadra mobile e sezione criminalità organizzata di Firenze – aveva messo delle cimici con cui erano state registrate le conversazioni dell’indagato con i familiari. Frasi che per l’accusa avevano un tenore autoaccusatorio. Una su tutte: «Se stavolta riescono a incastrarmi mi sa che ci muoio in carcere».
Panella ha spiegato che la sua vita ormai è negli Stati Uniti. Che non voleva scappare, ma solo tornare alla quotidianità di un’esistenza (vive negli Usa da 12 anni) che lo aveva visto studiare e laurearsi in economia negli States oltre a sposarsi – nel frattempo si è separato -, comprare casa e lavorare nel settore alberghiero e delle traduzioni. Da anni ha la doppia cittadinanza e l’ennesima intercettazione in cui dice di voler rinunciare a quella italiana appena rientrato a San Diego non ha giocato a suo favore.
