Omicidio di Ladispoli, il medico legale della famiglia Vannini: "Marco senza ritardi o indugi sarebbe stato su un tavolo operatorio" • Terzo Binario News

Omicidio di Ladispoli, il medico legale della famiglia Vannini: “Marco senza ritardi o indugi sarebbe stato su un tavolo operatorio”

Giu 5, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

Fiaccolata per Marco Vannini

Fiaccolata per Marco Vannini

“Se una persona colpita intorno alle 23:30 fino alle 2 di notte vive, evidentemente si poteva intervenire sulla lesione. Se il cuore ha continuato a pulsare per ulteriori 2 ore, non era talmente leso da arrestarsi.” E’ questa la tesi sostenuta dal medico legale della famiglia Vannini, Ulrico Piaggio.

“Non posso dire nulla riguardo all’analisi balistica perché vige il segreto d’ufficio”, ma il dottore non si esime nel dare un parere alla luce delle evidenze finora emerse nella ricostruzione in mano alla famiglia Vannini.

Se la ferita fosse stata mortale Marco non sarebbe deceduto alle 2 di notte, ma prima e per questo le indagini sono al momento concentrate sulla tempistica dei soccorsi e la gestione dell’emergenza attuata dai Ciontoli. “Se in quelle due ore – continua Piaggio – senza perdere tempo tra ritardi ed indugi qualcuno avesse portato subito all’ospedale il ragazzo e si fossero resi conto del problema, questo dopo un’ora sarebbe stato su un tavolo operatorio cardiochirurgico”

La sottovalutazione dello stato di salute di Marco starebbe alla base della catena dei ritardi. Ma non ci sarebbe nulla che non ha funzionato nella procedura sanitaria. “L’ambulanza non poteva che tornare al PIT di Ladispoli, non si può decidere una destinazione differente” afferma Piaggio. Ma l’eliambulanza sarebbe potuta arrivare molto prima ed anche in questo caso sarebbe da escludere un ritardo dipendente dal personale sanitario. “Se già dalla chiamata al 118, si fosse saputo di un ferito grave per un colpo da arma da fuoco si sarebbe potuta richiedere un’eliambulanza che sarebbe giunta al PIT anche prima dell’ambulanza o comunque subito dopo” afferma ancora il dottore. Marco infatti arriva al PIT alle 00:40 ed i medici iniziano solo in quel momento una diagnosi sul ragazzo, partendo da quanto sarebbe stato affermato dai Ciontoli nella seconda chiamata, ovvero che Marco si è procurato accidentalmente una ferita con un corpo appuntito. Quindi solo diversi minuti dopo i medici avrebbero acclarato la gravità della situazione richiedendo con urgenza un’eliambulanza.

Ora si attende l’esito ufficiale dell’autopsia alla quale ha preso parte anche il perito di parte della famiglia di Marco. La perizia balistica dirà di più su come è stato ferito il ragazzo, mentre l’esame confermerà se la ferita era mortale o se Marco è morto di fatto per dissanguamento a seguito delle lesioni interne. Nel secondo caso si aggraverebbe di molto la posizione dei Ciontoli in quanto il ritardo avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella morte del giovane Marco Vannini.