di Cristiana Vallarino
Il 26 novembre, l’aula magna della Luiss a Roma ospiterà la dodicesima edizione del Premio “Non Sprecare” che, quest’anno, sarà assegnato pure alla comunità di Sant’Egidio di Civitavecchia, votata nella sezione “Istituzioni”, grazie all’iniziativa “Orti solidali”.
Si è trattato di una collaborazione tra il Comune, l’Asl e una tenuta agricola locale che ha permesso a una ventina di persone colpite da disagio psichico di impegnarsi in agricoltura sociale, prima con incontri teorici sulla conoscenza delle piante e delle tecniche poi con la pratica letteralmente sul campo che ha portato alla creazione di un roseto, dedicato a bambini vittime dei campi di concentramento e pure di un uliveto, che oltre a dare presto un ottimo olio, diventerà un Giardino dei giusti per ricordare uomini e donne che ovunque nel mondo hanno salvato vite e difeso l’umanità dai totalitarismi.
E questo, recuperando aree inserite nel tessuto urbano abbandonate al degrado e all’incuria e quindi sprecate.
Secondo Massimo Magnano, responsabile della Comunità di Sant’Egidio, il premio è un prezioso riconoscimento del progetto ” Orti solidali”. “La pandemia ha mostrato quanto gli esseri umani siano sulla stessa barca, legati da fili profondi – continua -. Il futuro non appartiene all’uomo dello spreco e dello sfruttamento, che vive per sé stesso e ignora l’altro.
Il futuro appartiene a donne e uomini solidali e a popoli fratelli. Tutti dobbiamo avere cura della nostra casa comune che è la terra, la “nostra madre terra” direbbe San Francesco”. “La Comunità di Sant’Egidio lavora nel campo del mondo per bonificare la terra dall’inquinamento più grave che è la guerra e dai frutti amari che esso produce: vittime, odi, profughi, dolore, distruzione – prosegue Magnano -.
Negli orti solidali a Civitavecchia abbiamo imparato a prenderci cura dell’ambiente insieme a tante persone fragili che in collaborazione con tecnici e volontari hanno bonificato il terreno e creato bellezza. Qui impariamo che la fragilità umana è simile a quella dei fiori e delle piante: ogni giorno dobbiamo prendercene cura, coltivando l’amicizia e la solidarietà”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonella Maucioni, volontaria di Sant’Egidio e referente del progetto: “E’ davvero un’emozione sapere che il nostro lavoro ha ottenuto questo importante riconoscimento: sia dalla sua ideazione, il progetto degli Orti solidali ha voluto rappresentare un luogo fisico e ideale in cui la fragilità di ognuno potesse essere accolta e valorizzata in un clima di amicizia e solidarietà. Desidero ringraziare quanti hanno reso possibile questo risultato: il Comune di Civitavecchia, CSP servizi, la Asl Roma 4, ma soprattutto Stefano De Paolis della “Tenuta del Gattopuzzo” per il suo fondamentale apporto tecnico. Ci dicevano che eravamo dei visionari e forse era vero: sognavamo di realizzare un angolo del “pianeta che speriamo” dove vivano bellezza, amicizia, cura dell’ambiente e delle persone e dove venga sconfitta la cultura dello scarto. Questo premio è qui oggi a testimoniare che forse un pezzetto di quel sogno l’abbiamo realizzato”.
