Mov. Ladispoli Città su porto Pidocchio: "E' stata la giunta a chiedere al funzionario la revoca della concessione" • Terzo Binario News

Mov. Ladispoli Città su porto Pidocchio: “E’ stata la giunta a chiedere al funzionario la revoca della concessione”

Ott 17, 2019 | Ladispoli, Politica

In questi giorni è andata in onda l’ennesima fiction dell’amministrazione Grando sulla vicenda di Porto Pidocchio. Giorni in cui abbiamo assistito ad uno scaricabarile davvero imbarazzante, che ha visto come protagonisti il sindaco e il suo vice, in una pantomima che si è svolta anche davanti ai pescatori stessi, solo pochi giorni fa. Il copione è sempre lo stesso: non siamo responsabili noi della revoca della concessione. Dipende da quelli che ci hanno preceduto, dalla Regione, dalla Guardia Costiera e chissà magari anche dalla malasorte, dal colesterolo in eccesso e dalla terribile piaga dei ragni radioattivi.

Troviamo davvero incredibile questo modo di amministrare, privo di ogni senso di responsabilità, incapace di assumersi qualsivoglia impegno con relative conseguenze.

Così, dopo giorni di fiction, con tanto di dichiarazioni e video (diffusi ad arte) salta fuori che, non solo l’amministrazione Grando aveva chiesto al funzionario di pubblicare la determina di revoca della concessione demaniale su Porto Pidocchio ma che, per farlo a regola d’arte, aveva anticipato l’azione del funzionario con una delibera di giunta, la numero 61 del 16 marzo 2018. Presenti cinque assessori su sette, tutti ben consapevoli di quello che andavano a fare (almeno crediamo).

Aver ritrovato questo atto, chiarisce molteplici aspetti nel modo di agire di questa amministrazione, non solo su questa vicenda. L’esecutivo che governa Ladispoli, tende a mistificare e a confondere, senza avere nemmeno il coraggio di spiegare i propri atti.

Quindi, per fare chiarezza, dietro la revoca della concessione di Porto Pidocchio, ci sono responsabilità certe, che vanno ben oltre le ipocrisie. Chi ha scelto la strada della revoca anziché quella del dialogo con gli enti preposti per trovare una soluzione a una vicenda di certo annosa ma che tutte le passate amministrazioni (da un trentennio a questa parte) hanno comunque gestito, ha un nome e un cognome. È un elenco di cinque persone, che potete leggere tra gli allegati, trattandosi di una delibera (dunque di un atto pubblico e pubblicato).

Ora che non ci sono più deterrenti e che le dichiarazioni dei giorni passati appaiono avvolte da una nebbia piuttosto densa, gli amministratori presenti in quella seduta di giunta spiegassero una volta per tutte come mai hanno revocato una concessione senza aver ricevuto diffide o richieste specifiche da parte della Regione. Spiegassero alla città quale fosse lo scopo, il fine, l’immaginario di prospettiva ideato in quel momento. Con chiarezza e parole semplici. Avendo la decenza di non prendere più in giro nessuno con dichiarazioni palesemente incongruenti con i fatti.

I cittadini possono essere stanchi, provati, disattenti in alcune circostanze ma prenderli in giro mistificando la realtà non aiuterà a migliorare Ladispoli.