Milani replica a Terzobinario: firma da assessore, ma prova a impartire lezioni da giornalista - Terzo Binario News

L’assessore Marco Milani ha posto alcuni quesiti interessanti circa l’articolo sui libri spediti al macero dall’amministrazione di Ladispoli. Però fra questi ce n’è uno di difficile soluzione: parla come assessore in carica o come giornalista?

Nel primo caso, nulla da eccepire perché è l’amministratore che replica. Nel caso fosse il secondo allora la questione cambia perché fra colleghi non è carino né parlare di fake news al cospetto di atti pubblici né provare a impartire lezioni: si rischia di incorrere in brutte figure.

Ma insomma, si replica partendo dai fatti oggettivi. Milani scrive “Nell’articolo dell’11 maggio 2021, nel quale parlate della Biblioteca, date prova inequivocabile di come non si fa giornalismo, al punto che se mai ci sarà una scuola di giornalismo questo articolo, e non solo, dovrà essere preso ad esempio di come non bisogna comportarsi in questo ambito. Naturalmente è una mia interpretazione soggettiva e ognuno può leggerla come preferisce ritenendola valida o meno”. Allora è un fatto oggettivo o soggettivo? Soggettivo, perché l’assessore difende il suo operato. E già qui il Milani giornalista comincia a palesare qualche lacuna. Perché quell’articolo fa riferimento al verbale di deliberazione della Giunta comunale N° 73 del 10/05/2021, ovvero un dato oggettivo. O meglio in gergo giornalistico si chiama “fonte primaria”. In altre parole, è fonte privilegiata e ufficiale, come una velina delle forze dell’ordine o un documento di qualsiasi amministrazione pubblica. Insomma un qualcosa di una ‘certa’ rilevanza.

Il titolo “fuorviante e attribuisce alla Giunta la scelta di quali libri scartare e mandare al macero” fa riferimento a ciò che qualche riga più sotto lo stesso Milani conferma cioè che dei libri verranno cestinati e il governo cittadino sottoscrive questa scelta. Messo nero su bianco. Sul motivo si può discutere, sul chi lo decida, no.

Non si discutono neanche le procedure ministeriali mentre si discute, perché abbastanza curioso che qualcuno possa essere interessato a libri a cui mancano le pagine, a prescindere dai 90 giorni previsti.

Fermo restando che nell’articolo c’è scritto: “Ora, che alcuni titoli siano demodé o superati può anche essere vero, come è sicuramente vero che l’usura li abbia danneggiati e che serva spazio per volumi nuovi”.

Quando poi il Milani giornalista scrive “la questione da quella prospettata dal vostro fantomatico redattore che non si firma neanche” dimostra di essere un po’ a digiuno di questioni legate alla professione. Infatti per ogni articolo pubblicato su una testata registrata risponde il direttore responsabile (articolo 57 del Codice di Procedura Penale), sia esso firmato o no. Nel caso, essendo il direttore l’autore stesso, non c’è alcun bisogno di ribadirlo.

Che poi, come fa sapere Milani, i libri in buono stato vengano richiesti da un penitenziario non può che far piacere. È una notizia anche questa.

“Abbiamo sdemanializzato, assieme ad altri 493 testi, “Il diario di Anna Frank” ridotto in pessime condizioni, squinternato e inutilizzabile” si era capito. “Ne abbiamo chiesta una copia in sostituzione, perché ne possediamo altre tre copie, due delle quali presenti nella sezione giovanile”: altra notizia positiva, ma dove sta scritto nella delibera?

“Prima lezione quindi per i ragazzi che vorranno fare giornalismo: approfondite bene l’argomento e non fate come Terzobinario che taglia e cuce solo ciò che gli fa comodo “dimenticando” il resto”, beh sulle lezioni di Milani (da politico o da giornalista?) qualche dubbio sorge visto che lui stesso ammette la dismissione di circa 500 testi. Quindi la notizia c’è tutta, lo ricordano anche ai corsi visto che oltretutto proviene da fonte ufficiale.

“Un altro aspetto irritante del vostro articolo e che io ritengo l’aspetto più grave, è la totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori della biblioteca che si sono limitati a fare il proprio dovere, dall’alto delle loro professionalità, e che voi considerate dei burattini in mano a feroci amministratori che bruciano il libri o, nella migliore delle ipotesi, a incapaci che depennano senza criterio questo o quel testo. Lo staff della biblioteca è altamente professionale e, sebbene in numero ridotto per pensionamenti e lavoro da casa, compie ogni giorno miracoli, riuscendoci (!), offrendo un servizio all’utenza encomiabile”. In questo caso l’irritazione è tutta del Milani politico che però spende male il gettone del fastidio. Infatti nessuno ha criticato né citato i dipendenti della Impastato ma la critica era rivolta soltanto all’Amministrazione.

“Ma quando LazioCrea ci ha “tagliato” un dipendente, mandandolo dove non serve, perché non siete scesi in campo? È facile capire il motivo”. Il motivo è la memoria corta dell’assessore, al quale è stato riservato lo spazio che merita per una questione delicata come questa https://www.terzobinario.it/milani-biblioteca-impastato-chiusa-per-anti-covid-effettuati-lavori-per-non-creare-disagi/

Così come quando l’assessore afferma che “lo scorso anno abbiamo proceduto all’acquisto di nuovi testi la cui ultima tranche era di 16.000 €, mai successo. La biblioteca Peppino Impastato è all’avanguardia e funge da modello per le altre biblioteche del Lazio e non solo”: è stato scritto https://www.terzobinario.it/milani-martedi-riapre-la-impastato-per-il-prestito-e-la-riconsegna-del-materiale-documentario/

“Ma non siete nuovi a questo tipo di giornalismo. Ricordo che, quando venni aggredito al Vannini da una dipendente CIR, titolaste che ero stato io ad aggredire una disabile. Per fortuna la magistratura appurò il contrario, ma voi non faceste una gran figura.

E così stavolta”. Qua la memoria di entrambi i Milani latita…

Altro che giornalismo d’indagine, qui non c’è traccia nemmeno di giornalismo… È altrettanto vero che le elezioni si avvicinano e alla luce del grande cambiamento in positivo della città, avete poco da opporre. Così mi spiego tale articolo. E quel poco che avete lo esponete pure male”

Terzobinario ha tanti difetti che non intende nascondere, così come ce l’hanno il direttore per primo e i redattori. Però almeno è chiaro cosa faccia la testata: informazione e critica a chi governa. E lo dimostra la reazione dell’assessore-giornalista Milani, che mal digerisce le critiche. Certo, lui non è stato eletto e va specificato, ma il ruolo politico lo veste benissimo. Di sicuro nessuno in questa testata ha velleità elettorali e chiunque sarà il prossimo primo cittadino e i prossimi assessori subirà lo stesso trattamento spietato, ma corretto, riservato a qualunque amministrazione.

Quindi la lezione che si cerca di impartire fa abbastanza sorridere, visto che a tentare di impartirla è l’assessore, che parla di campagna elettorale e risultati da sbandierare. Aspetto che ovviamente interessa lui. Un giornale svolge un altro compito. E il giornalista dovrebbe saperlo.

In questa storia emerge sicuramente un corto circuito di comunicazione che parte in primis da palazzo Falcone e che penalizza non certo Terzobinario ma i cittadini di Ladispoli. Nessuno infatti ha spiegato delle donazioni, nessuno ha fatto sapere della possibilità di richiedere i libri.

A parte il burocratese della delibera, non traspare nemmeno la volontà di lasciare i testi – ancora in uno stato accettabile – magari alle scuole cittadine che potevano essere interessate. Solo un elenco grigio di grandissima letteratura e una “sdemanializzazione” di 500 libri. “Non presentando più alcun interesse socialmente rilevante” e “in quanto logori e/o obsoleti, superati, inappropriati, scarsamente richiesti dall’utenza, privi di interesse sociale rilevante” sono frasi usate nella delibera che Milani difende strenuamente e che comprende autori di altissimo spessore.

In entrambi i casi l’errore c’è, sia perché la delibera non è stata scritta chiaramente sia perché se c’era la volontà di tenere vivi i testi ancora decenti – e di questo non si dubita di certo – la dimissione andava comunicata diversamente. Considerando pure che a palazzo Falcone di social sono piuttosto avvezzi.

E questo dovrebbero saperlo sia il Milani assessore che il Milani giornalista.

a.v.

Pubblicato mercoledì, 12 Maggio 2021 @ 05:09:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA