Mazzarino sul buio, le scuole e i project financing di Ladispoli • Terzo Binario News

Mazzarino sul buio, le scuole e i project financing di Ladispoli

Gen 28, 2026 | Ladispoli, Politica

Questa volta rendiamo spunto dai disservizi di illuminazione pubblica, lamentati da molti cittadini, che hanno portato Ladispoli ad avere strade al buio per periodi più o meno lunghi e cogliamo questa occasione per una comparazione con la gara di realizzazione della nuova scuola in regime di Project Financing.

Qualcuno si chiederà cosa ci “azzecchi” la scuola elementare con l’illuminazione pubblica. Ebbene tutte e due sono realizzate con Project Financing, ovvero progetti realizzati con investimenti privati che saranno compensati con canoni a lunga durata e parliamo di contratti ultraventennali ove non trentennali che si aggiudicano ditte che partecipano ad una gara.

Purtroppo, come al solito, l’approssimazione su Amministrazione Trasparente impedisce di avere visione dei contratti effettivamente sottoscritti per cui ci limiteremo a commentare quanto reso pubblico.

Questo della poca trasparenza è un male endemico della pubblica amministrazione, di Ladispoli ma anche di Cerveteri visto che su alcune cose notiamo altrettante carenze, tanto per citarne una ancora non ci risultano pubblici i verbali dell’assemblea di nomina dell’amministratore di Multiservizi Caerite, l’ex sindaco Pascucci, ma su questo ritorneremo.

Per queste carenze, imputabili ai segretari comunali, vanno bacchettate pesantemente anche alcune opposizioni che, pur avendo gli strumenti di legge non li esercitano adeguatamente perdendosi talora in sterili polemiche plateali.

Torniamo a Ladispoli. Dicevamo che sono progetti in Project Financing, di lunga durata, che comporta grossi importi per ritornare dell’investimento iniziale e della gestione durante gli anni. E dato che in questo caso parliamo di venti o trenta anni, molte cose possono accadere alle società aggiudicatarie, problemi finanziari, cambi di management, problemi legali per cui il Codice degli Appalti all’art 194 specifica che superate la soglia europea, oggi di 5.404.000,00€, si debba costituire una Società di Scopo, detta anche Società di Progetto, a tutela del fatto che i soldi pubblici versati negli anni possano essere tutelati al meglio in una società dedicata alla singola opera, sia essa scuola oppure all’illuminazione, e non compromessa da altre eventuali vicende aziendali che potrebbero avverarsi nei decenni.

Ciò che abbiamo notato è che nella gara in corso per la scuola elementare la Società di Scopo sia chiaramente indicata al Capitolo 6.8 con tanto di citazione dell’art 194 comma 3 del Codice degli appalti e modalità di costituzione rispettando la normativa. Viceversa nella gara assegnata per l’illuminazione pubblica, che quota la ragguardevole cifra di 14.087.141,48€, più iva, la Società di Scopo non venga richiesta. Eppure il contratto è per “
Concessione del servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione energetica degli impianti di Pubblica Illuminazione ai sensi dell’art. 183 del D. Lgs. 50/2016
”. Com’era facile prevedere la ditta che ha proposto il progetto se lo è aggiudicato in gara ed oggi deve espletare il servizio, ovvero riqualificare gli impianti di pubblica illuminazione, alimentarli e gestirne il funzionamento. Per rispettare il contratto esiste anche un supporto di assistenza, garantito dal contratto, che deve assicurare livelli di servizio rispondendo alle chiamate. Il Contratto prevede che vi sia uno specifico risparmio e specifiche tappe per l’ammodernamento della rete, nonché una telegestione e telecontrollo da remoto. Tutto ciò oggi deve essere operativo e pertanto ci chiediamo come sia possibile che intere strade siano state per tanto tempo al buio come lamentati dai lettori?. Quando la cittadinanza è stata informata sui lavori in corso per ammodernare la rete e su chi chiamare in caso di guasti?. Ricordiamo che una buona illuminazione è fondamentale per la sicurezza stradale e, soprattutto, delle persone. La società che ha proposto, e non a caso vinto, questo cospicuo progetto ormai deve gestirlo e non ci sembra che tutte queste cose siano chiare ai cittadini che subiscono i disservizi senza una reale consapevolezza dei propri diritti e di come farli valere. C’è poi l’aspetto formale ovvero, per quale motivo in questo contrato fondamentale per la vita quotidiana non si è provveduto a costituire una Società di Scopo che avesse come fine ultimo solo questo progetto invece che gestirlo fra tutti gli altri che essa gestisce?. Visto che il contratto impedisce la Cessione del Contratto cosa potrebbe accadere in caso di problemi nel corso de venti anni in cui deve garantire l’illuminazione cittadina?. A chi ha giovato non attenersi alla precisa prescrizione dell’art. 194 del Codice degli appalti?. Strano che il consigliere Renzo Marchetti, avvocato, all’epoca della gara delegato del sindaco Grando all’Efficientamento Energetico ed oggi vice sindaco, abbia reputato adeguato un contratto simile, visto che sulla gara per la scuola gli uffici si sono comportati diversamente.

E la Segretaria comunale come ha valutato la non applicazione dell’art 194 del Codice degli appalti applicata invece nella gara per la scuola elementare?. Citiamo testualmente l’art 1 preso dal sito specializzato Brocardi.it “Per gli affidamenti superiori alla soglia di cui
all’articolo 14, comma 1, lettera a), il bando di gara per l’affidamento di una concessione nella forma della finanza di progetto prevede che l’aggiudicatario costituisca una società di scopo in forma di società per azioni o a responsabilità limitata, anche consortile”, ed il calcolo della soglia va fatto sul valore complessivo del contratto esclusa iva.

Così, mentre speriamo che qualcuno stia conteggiando le Performance come previsto dal contratto, vediamo se qualcuno farà luce sulle nostre domande, mentre il buio continua, di tanto in tanto, nelle strade di Ladispoli.

cardinal Mazzarino

(immagine generata tramite IA)