L’ex consigliera comunale ce l’ha con gli alleati e gli ultimi cambi di casacca
“Un periodo fuori dal consiglio comunale fa certamente bene per avere una visione molto più obiettiva, rispetto a vivere i fatti dall’interno della maggioranza.
Un gruppo ancora non esistente tra i gruppi consiliari rivendica riunioni private del sindaco con il loro “rappresentante”.
Costui però non esisteva nella coalizione di maggio 2023, così come 2/3 dei consiglieri componenti sono stati eletti con i voti di un partito dove sono stati giusto il tempo di una elezione.
Lecito chiedere al sindaco un cambio di passo, è una parte della città che lo chiede, osservando l’inesistenza sul territorio di alcuni membri della giunta da quasi un anno.
Quindi condivisibile una richiesta di rimpasto per dare una spinta alle attività (anche se in ambiti diversi dalle loro deleghe l’amministrazione è in testa nel Lazio per contributi di lavori pubblici, mentre è indietro con il verde, i parchi, gli errori fatti sul demanio) invece che fanno i consiglieri?
Specificano che non intendono cambiamenti in giunta. Per loro (dicono) il comune non è una bottega, ma nel loro carrello ci sono:
due assessori per tre consiglieri, di cui una vice sindaca, la rappresentanza in una atrofizzata Sms, col presidente padre di un consigliere. Cosa manca? Dove si può arrivare? C’è altro? Il carrello mi sembra già colmo.
Oppure è semplicemente il modo per andare sui giornali, poiché per meriti non c’è verso”.
Maura Chegia
