Marco Vannini è morto per emorragia: nel torace 3 litri di sangue • Terzo Binario News

Marco Vannini è morto per emorragia: nel torace 3 litri di sangue

Gen 14, 2018 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

Per l’anestesista le errate informazioni fornite sul soccorso di Marco Vannini hanno comportato 110 minuti di ritardo nei soccorsi. Un fatto questo che avrebbe un “rapporto causale” con la morte del giovane.

Questa la conclusione a cui giunge uno dei periti e raccontato alla corte durante l’ultima udienza. IL ritardo è stato calcolato in funzione del fatto che nel chiamare il 118 Antonio Ciontoli ha omesso le reali cause della ferita di Marco. Il foro di un pettine invece che la ferita causata da un’arma da fuoco. Se così non fosse stato al caso di Marco sarebbe stato attribuito automaticamente un codice rosso. L’infermiera non avrebbe perso tempo a capire cosa stesse succedendo, e Marco Vannini sarebbe stato portato immediatamente sulla piazzola dell’elisoccorso del PIT. Un elicottero il 15 minuti lo avrebbe portato al Policlinico Gemelli. Queste le tempistiche calcolate.

Ma le cose, come ben si sa, quella sera andarono diversamente. Ai soccorritori non fu detta la verità sulla ferita di Marco, cosa che ha fatto scattare tutta una serie di ritardi. Contraddizioni inspiegabili tra i racconti dei fatti e le condizioni di Marco, che non hanno consentito agli operatori medici di operare in maniera efficace.

Ad introdurre importanti elementi è anche il dott. Alessandrini che ha messo in evidenza come all’interno del torace di Marco, al momento dell’autopsia vi fossero circa 3 litri di sangue. Il proiettile aveva perforato il pericardio, una membrana all’interno della quale si trova il cuore. I fori del proiettile consentivano la fuoriuscita del sangue dal pericardio, allentando la pressione sull’organo. Considerando anche il lungo periodo di vita di Marco Vannini dopo lo sparo il medico ha affermato che non sarebbe stata la perforazione del polmone e del pericardio ad essere di per sé la causa del decesso. Secondo Alessandrini si tratterebbe di “un uomo morto di emorragia”.

LE OPINIONI SULLA MORTE DI MARCO VANNINI

Di questo si è tornato a parlare venerdì scorso durante la prima puntata del 2018 di Quarto Grado. Ed in studio non vi sono state tante interpretazioni della versione fornita in aula dai tre periti nominati dalla corte. Seppure non si può dire quali fossero le probabilità esatte di sopravvivenza di Marco, per gli ospiti è chiaro che un intervento chirurgico era possibile ed avrebbe potuto risolvere l’emorragia. I medici hanno confermato inoltre che l’intervento nel caso specifico non sarebbe stato particolarmente complesso.

Ma sul movente di quanto accaduto resta un’ombra, un movente che forse il processo non riuscirà a far emergere. Nel frattempo, sempre in studio, Carmelo Abbate si è interrogato sulla figura di Viola Giorgini per la quale il pm ha individuato un ruolo marginale. Eppure Viola era presente in quella casa ed ha partecipato attivamente nella sequenza dei soccorsi.